giovedì, 16 Luglio, 2020

Ricerca, Locatelli (Psi): «Sulla scelta tra curare un tumore e sacrificare un topo, io non ho dubbi»

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Ricerca-animaliDopo aver partecipato la scorsa settimana alla manifestazione a Roma contro il divieto alla sperimentazione animale, il deputato socialista Pia Locatelli continua la sua battaglia sul delicato tema. L’occasione per ribadire la sua posizione è stata l’annuncio di una legge per abolire la vivisezione, lanciata oggi dall’onorevole Pdl, Michela Vittoria Brambilla. «Nessuno di noi vuole la vivisezione o non ha a cuore il benessere degli animali, ma tra curare un tumore e sacrificare un ratto io non ho dubbi, così come non ne ha quasi nessuno quando si tratta di disinfestare le proprie case» ha prontamente commentato il presidente onorario dell’Internazionale socialista donne, da sempre in prima linea nella difesa della ricerca e della scienza. «Purtroppo nella religione, come nella politica o nei vari movimenti come in quello degli animalisti esistono i fondamentalisti, coloro che devono estremizzare tutto, che non ascoltano ragioni che siano diverse dalle loro, il cui amore e la cui buona fede (perché sono convinta che non ci sia nessun altro interesse) rendono ciechi e provocano danni. Sono coloro, come il deputato Brambilla, che vorrebbero bloccare ogni tipo di ricerca, puntando, come sta avvenendo sul caso Stamina, sugli aspetti emotivi della vicenda» ha commentato Locatelli che, assieme a un gruppo di parlamentari ha impegnato il governo a correggere il decreto durante la sua fase attuativa.

«Non si dice che la sperimentazione sui gatti così come quella sui cani randagi è vietata fin dal 1991, e si portano ad esempio casi estremi già proibiti dalla legge come la famigerata “Green Hill”. E non si capisce in base a quale principio si dovrebbe vietare di usare usarne la valvola cardiaca di un maiale per salvare al vita a un cardiopatico e consentire che si continuino a fare prosciutti» ha aggiunto l’esponente socialista che non intende approvare gli emendamenti approvati dal Senato in merito all’articolo 13, quello che ha recepito la Direttiva europea in maniera restrittiva. «I legislatori europei – ha proseguito Locatelli – hanno messo a punto una Direttiva equilibrata, che rappresenta il giusto compromesso tra le necessità della ricerca e il benessere animale, ispirato alla cosiddetta regola delle tre “R” (reduction, replacement e refinement). Rimetterla in discussione vorrebbe dire stroncare le aspettative di guarigione per le persone malate e per i loro famigliari, nonché costringere migliaia di ricercatori e ricercatrici ad andare all’estero per mettere a frutto le competenze acquisite in Italia. Senza ricerca non c’è speranza, non c’è crescita, non c’è futuro».

Silvia Sequi

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