martedì, 11 Agosto, 2020

RIECCOLI

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In piena burrasca per il caso Palamara e investite dal sospetto di un sistema fatto di nomine pilotate, le toghe sono di nuovo al centro di una nuova tempesta, dopo la pubblicazione della registrazione audio del giudice Amedeo Franco sulla condanna a Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset avvenuta sette anni fa. La Cassazione confermò la sentenza all’allora leader del centrodestra determinandone l’espulsione dal Parlamento per effetto della legge Severino. La registrazione è stata resa nota da “Il Riformista” nei giorni scorsi.

 

Il magistrato Amedeo Franco, nella registrazione audio, affermò che quel processo fu “un plotone d’esecuzione”. A distanza di ore il giudice Antonio Esposito, ex presidente della sezione di corte di Cassazione che nel 2013 emise la sentenza nel procedimento Mediaset per evasione fiscale, ha ribattuto di non aver mai “in alcun modo, subito pressioni né dall’alto né da qualsiasi altra direzione”. Sullo sfondo le parole di Franco, che hanno infiammato la polemica a livello politico, con Forza Italia a chiedere una commissione di inchiesta e il leader di Italia Viva Matteo Renzi a sottolineare l’esigenza di fare chiarezza sull’audio.

 

“Non è vero – ha commentato la vicenda il senatore socialista Riccardo Nencini in un video – che la storia non si possa riscrivere. Di fronte a delle fonti nuove e attendibili la storia obbligatoriamente si può riscrivere. E si può scrivere nella maniera giusta. È il caso sollevato dai socialisti molti anni fa su quanto avvenuto negli anni di Tangentopoli ed é il caso di quanto avvenuto giorni fa con le nuove intercettazioni che sono state rese pubbliche e che riguardano il caso Berlusconi”.

“Due casi politici – ha aggiunto Nencini – nei quali una parte della magistratura è intervenuta pesantemente come fosse un gruppo di fucilieri napoleonici e ha stabilito in entrambi i casi, pochi anni fa e nel 1992-’93 e ‘94, un completo ribaltamento della storia politica italiana. Non è vero dunque che la magistratura non ha questo potere di intervento. Ce l’ha. Spesso è un potere discrezionale, altrettante volte, così si manifesta in fatti concretissimi, l’azione giudiziaria è legata a un risvolto politico”.

“Ma questa storia nasconde una seconda realtà: basta con le nomine al Csm teleguidate. I socialisti sostengono da tempo che è meglio il sorteggio. Stiamo per depositare un disegno di legge che è un vecchio disegno di legge socialista, dove il sorteggio all’interno del consiglio superiore della magistratura, che è organo di controllo e di coordinamento della giustizia italiana, possa diventare in qualche modo la realtà. Accanto a questo sarebbe corretto, una volta per tutte, rileggere i fatti degli anni ‘90 e rileggere quello che è successo a Silvio Berlusconi secondo un criterio di giustizia, di equità e di correttezza istituzionale anche attraverso commissioni di inchiesta”.

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1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Credo anch’io che una Commissione di Inchiesta, come chiede F.I., sia a questo punto la via giusta e naturale, per non dire maestra, onde cercar di capire cosa sia avvenuto nella vita politico-istituzionale del Paese in questo quarto di secolo, ossia dal 1992-93 sino ad oggi, e mi auguro che anche il PSI sostenga con ferma determinazione la proposta forzista.

    Paolo B. 02.07.2020

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