mercoledì, 30 Settembre, 2020

Rientro in classe. Firmato il protocollo

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Dal Ministero e da tutte le Organizzazioni Sindacali ad eccezione della GILDA, è stato firmato stamani il protocollo sicurezza per il rientro in classe a settembre. Il protocollo è letto dai Sindacati che lo hanno sottoscritto come un passaggio importante per procedere alla ripresa delle attività in presenza. L’impressione è però che, ancora una volta, sia stata persa un’occasione per dare alla scuola statale una svolta importante avviando quella riforma strutturale di cui avrebbe bisogno per risultare più efficace. Inoltre viene affidata la ripresa delle attività scolastiche a Dirigenti e personale scolastico sottodimensionato e soprattutto precario.

Certo il protocollo presenta alcuni aspetti positivi come la possibilità per le istituzioni statali di poter ricorrere gratuitamente alle scuole paritarie per usufruire di spazi aggiuntivi per lo svolgimento della attività scolastica, la particolare attenzione all’informazione delle famiglie e la possibilità di svolgere gratuitamente test diagnostici per tutto il personale del sistema scolastico statale e paritario, incluso il personale supplente.
Positivo è anche che si riconosca la necessità di medici competenti in grado di fornire sorveglianza sanitaria e soprattutto la necessità di spazi aggiuntivi per lo svolgimento delle lezioni.
Buone intenzioni. Pochi fatti.

Come noi socialisti da tempo sosteniamo, ci aspetteremmo che il Ministero si dimostri in grado di utilizzare le risorse che l’Unione Europea sta per mettere a disposizione del nostro Paese, per ristrutturare o quantomeno consolidare il sistema scolastico statale. Eliminando una volta e per tutte il sovraffollamento delle classi, eliminando lo spettro di un ritorno alla DAD (una panacea che il CSPI con i suoi rilievi pare aver bocciato), potenziando il sostegno alle famiglie in difficoltà economica, fornendo agli Istituti statali maggiori e stabili risorse umane, medici scolastici, tecnici di laboratorio e soprattutto docenti e personale Ata. Invece tutto ciò che il Ministero sembra proporre è figlio dell’emergenza e in quanto tale assolutamente temporaneo.

Ma noi socialisti continuiamo a fare la nostra parte, con le nostre proposte, affinchè l’occasione non venga persa e dall’emergenza si passi alla realizzazione stabile e concreta di un futuro migliore.

 

Luca Fantò
Referente PSI scuola, università e ricerca

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