mercoledì, 22 Gennaio, 2020

Rifiuti Roma, Raggi cede lasciata sola anche dal M5S

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Nonostante le condizioni in cui versa la Capitale d’Italia per quanto riguarda i rifiuti, Virginia Raggi ci teneva a far bella figura e a non voler passare o essere ricordata come la Sindaca che ha riportato le discariche a Roma. Ma alla fine ha dovuto cedere, si va verso la realizzazione della discarica a Tragliatella, nel XIV Municipio, a nord di Roma, in una delle quattro cave indicate dalla relazione della commissione formata dai tecnici di Regione, della Città metropolitana e da Roma Capitale (dunque dall’ente guidato da Virginia Raggi). Fino all’ultimo si è pensato al commissariamento: fino a stamattina il Governatore Nicola Zingaretti intimava al Campidoglio di scegliere, tra i sette siti giudicati idonei dai tecnici (inclusi quelli del Comune), quello in cui dovrà essere smaltita la spazzatura della Città Eterna.
Decisione non più differibile, visto che nella stessa ordinanza veniva indicata nel 15 gennaio 2020 la data della chiusura denitiva dell’impianto di Colleferro. Tanto è vero che, ‘in caso di inosservanza’, si legge nel documento di via della Pisana, “vengono adottate in via sostitutiva dalla Regione tutte le iniziative necessarie a garantirne l’ottemperanza, anche attraverso la successiva individuazione di uno o più soggetti attuatori delle singole prescrizioni”: che, tradotto dal burocratese, vuol dire semplicemente commissariamento. L’iter avviato questa mattina con la capo dipartimento regionale, Flaminia Tosini, che avrebbe dovuto redigere una relazione, la quale in ogni caso non sarebbe mai arrivata sulla scrivania del governatore ragionevolmente prima di lunedì mattina.
Ma secondo il Campidoglio, si è trattata di una specie di “emergenza indotta”. L’urgenza, infatti, deriverebbe dal fatto che la discarica di Colleferro, nella Valle del Sacco, a 30 km da Roma, chiuderà i battenti il 15 gennaio in virtù di un accordo politico fra il governatore Zingaretti e il sindaco Pierluigi Sanna. All’interno del sito gestito da Lazio Ambiente Spa – società a totale partecipazione regionale – ci sarebbero almeno altri 245mila metri cubi di spazio, circa un anno di conferimenti alla velocità attuale.
Il Campidoglio si era già detto pronto a ricorrere al Tar del Lazio, dopo averlo recentemente ignorato per quanto riguarda il verdetto sul referendum atac.
I malumori però crescono anche dai pentastellati. ieri la maggioranza M5s ha bocciato il piano di un termovalorizzatore e detto sì alla discarica. Da 5 Stelle – ha detto ieri Roberta Lombardi – mi piacerebbe che il Comune scegliesse, dimostrando responsabilità e cogliendo l’occasione di individuare aree che risparmino i territori già massacrati negli anni”, non dimenticando di sottolineare nella sua mozione come “l’aumento della raccolta differenziata dal 2016 al 2019 si è attestato a non oltre il 6%”.

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