venerdì, 20 Settembre, 2019

Riforma Rai. Avviata la discussione generale al Senato

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Rai-RenziIl testo sulla riforma della Rai ha iniziato il suo esame in Aula, a Palazzo Madama, con il ‘no’ alle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. L’esame del disegno di legge si concluderà la prossima settimana. L’obiettivo dell’esecutivo è di far approvare il provvedimento entro la prossima settimana; il testo passerà poi all’esame della Camera per l’approvazione definitiva. Scatta il toto-nome sui nuovi vertici, spunta quello di Giovanni Minoli, volto storico della Rai.

LE NOVITÀ DEL TESTO – Il provvedimento di riforma della Rai – votato favorevolmente in Commissione lo scorso 9 luglio da tutte le forze politiche, compreso il Movimento 5Stelle – ha sciolto gli ultimi nodi di rilievo: uno riguarda la nomina del presidente della Rai che potrà avvenire solo con il voto favorevole dei due terzi della Commissione di Vigilanza. Rai riformaL’altro riguarda i rapporti di forza interni alla nuova governance aziendale: secondo una modifica approvata vi sarà la possibilità per il Consiglio di amministrazione di approvare o bloccare – con la maggioranza dei due terzi (ossia cinque membri su sette – la riforma riduce da nove a sette i consiglieri – ndr) –  le nomine dei direttori di testata decise dall’amministratore delegato (la nuova figura che va a sostituire quella del direttore generale, ndr). Su tutte le altre nomine apicali – compresi i direttori di rete – il parere sarà obbligatorio, ma non vincolante. L’altra novità consiste nell’introduzione di un comitato di garanzia democratica e culturale – che ancora non ha un nome – composto dal presidente e da due consiglieri che dovrebbe vigilare sull’operato del servizio pubblico al fine tutelare il pluralismo.

IL RELATORE RANUCCI: GOVERNANCE PIÙ MODERNA  – «Auspico che in Senato si concluda in pochi giorni» ha detto uno dei due relatori Raffaele Ranucci (l’altro è il senatore socialista, Enrico Buemi, ndr) durante il suo intervento. L’esponente del Pd ha poi parlato di governance «più moderna e di maggiore trasparenza di gestione». Ma a Palazzo Madama – dove gli emendamenti sono attesi entro lunedì 20 luglio – le opposizioni promettono battaglia.

IL TOTO-NOME – L’avvio della discussione generale in Aula sul testo ha già scatenato il toto-nome sui nuovi vertici aziendali. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi – che vedevano l’attuale presidente di Poste Italiane, Luisa Todini come persona gradita sia a Renzi che a Berlusconi – oggi è spuntato il nome di Giovanni Minoli, volto storico dell’azienda radiotelevisiva. Secondo quanto appreso, però, questa candidatura non sarebbe appoggiata da Forza Italia.

Siria Garneri

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