venerdì, 22 Novembre, 2019

RIMPALLO

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Anni di attese, ma sembra esserci l’accordo tra Bruxelles e Londra sul divorzio inglese dall’Europa, tuttavia l’ultima parola spetta al Parlamento che il Premier Johnson aveva ‘fatto chiudere’. Il governo britannico intende presentare sabato mattina alla Camera dei Comuni britannica una mozione in cui chiedere ai deputati di votare “o per il deal” raggiunto oggi sulla Brexit con Bruxelles per “un no deal”. Lo ha annunciato oggi i ministro dei Rapporti col Parlamento, Jacob Rees-Mogg in aula, precisando che il voto sarà preceduto da uno statement del primo ministro e da un dibattito. La formulazione della mozione è però contestata dalle opposizioni, che vogliono far valere a legge anti-no deal.
Il negoziato ha subito una accelerazione la settimana scorsa dopo un incontro a sorpresa tra il premier britannico Boris Johnson e il premier irlandese Leo Varadkar. Oggetto del contendere il backstop , ossia l’accordo trovato tra Bruxelles e l’allora governo May per evitare il ritorno di una frontiera fisica tra le due Irlande. L’ipotesi di considerare il Regno Unito nell’unione doganale europea è stata bocciata da Boris Johnson perché avrebbe limitato l’autonomia commerciale inglese. Secondo l’intesa, controlli doganali avverranno sul territorio britannico, ma lontano dal confine tra le due Irlande. A essere negoziato è stato in particolare il protocollo dedicato all’Irlanda (in tutto 19 articoli).
Il compromesso è il risultato di un ammorbidimento delle rispettive posizioni. Tra le altre cose, i Ventisette hanno dovuto accettare che a effettuare i controlli siano doganieri di un paese terzo. Peraltro questi saranno chiamati volta per volta a decidere se un bene è diretto verso il Regno Unito o verso l’Unione. Il nuovo backstop durerà quattro anni. Nel caso l’assemblea parlamentare dell’Irlanda del Nord decidesse di non rinnovarlo, la fine del backstop avrebbe luogo due anni dopo.
Alla notizia dell’accordo accelerano le Borse europee. Milano avanza dello 0,9% e Londra sale dello 0,58% mentre la sterlina inverte la rotta salvo poi ripiegare. Poco dopo le 13,30 i due protagonisti dell’accordo hanno anche fatto una breve conferenza stampa a Bruxelles. “Sono contento – ha detto Jean-Claude Juncker – dell’accordo, ma sono triste per la Brexit”. “Abbiamo ottenuto insieme un risultato giusto e ragionevole. Gran parte di questo accordo” è quello già presentato nel 2018, “c’è qualche elemento nuovo sull’isola d’Irlanda e sulla dichiarazione politica”, per questo penso che ci possa essere il margine affinché sia “sostenuto e ratificato” nel tempo che ci separa dal 31 ottobre, ha detto il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier.
Contrari all’accordo di Bojo sia a destra che a sinistra della Camera dei Comuni. Al vertice del Pse che si è tenuto oggi e al quale ha partecipato anche Paolo Gentiloni, il leader del Labour Corbyn ha fatto sapere che voterà contro il piano.
In mattinata la leader unionista del Democratic Unionist Party (Dup, nazionalisti nordirlandesi), Arlene Foster, ed il suo vice Nigel Dodds hanno reso noto di non poter dare il loro sostegno all’ipotesi di accordo sulla Brexit. Senza il sostegno del Dup difficilmente il Parlamento britannico ratificherà qualsiasi accordo. Foster e Dodds hanno detto in un tweet che continueranno a lavorare con il governo per arrivare ad un accordo “ragionevole”. Ed hanno confermato la propria posizione anche dopo la diffusione della notizia sull’intesa.

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