mercoledì, 30 Settembre, 2020

RISALGONO I CONTAGI

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Impennata di casi totali di contagio da coronavirus: nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino diffuso dal ministero della Salute, sono stati 552 (ieri 402) per un totale di 249.756 casi. In calo i decessi, 3 (ieri 6) per un totale di 35.190 vittime dall’inizio della pandemia.

I decessi si sono registrati in Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. I casi di infezione in corso sono 12.924 (+230 rispetto a ieri) e sono così suddivisi: 779 i malati ordinari (+13), 42 quelli ricoverati in terapia intensiva (0) e 12.103 quelli in isolamento domiciliare (+213). Nelle ultime 24 ore sono stati 319 (ieri 347) i guariti o i dimessi, che raggiungono la cifra complessiva di 201.642 unità.

Molise e Basilicata, le sole regioni che ieri non avevano registrato casi nuovi di contagio, nell’ultima giornata hanno segnalato rispettivamente uno e 21 casi. Dei 552 nuovi casi, 183 sono del Veneto. Stabile, infine, il numero dei tamponi: ne sono stati fatti 59.196 (ieri 58.673) per un totale di 7.158.909.

 

Nuovi casi positivi in calo e nessun decesso oggi in Lombardia, secondo il bollettino quotidiano della Regione. I contagi sono stati 69, contro i 118 di giovedì, mentre i decessi erano stati cinque. I tamponi effettuati sono pari a 8128. Dei nuovi positivi, 5 lo sono debolmente e 1 a seguito di test sierologico.

Si registrano inoltre 152 guarigioni, con totale a 74.232, un calo di due unità nei ricoveri in terapia intensiva (ora sono 9) e un aumento sempre di due nei ricoveri in terapia non intensiva, a 170.

La suddivisione dei casi positivi per provincia vede 14 contagi nel Milanese, di cui 10 nel capoluogo, 11 a Brescia, 9 a Bergamo, 9 a Mantova, che comprende ancora alcuni dei casi del focolaio dell’azienda agricola. Inoltre ve ne sono 7 a Monza Brianza, 5 a Como, 4 Pavia, 3 Varese, 2 a Sondrio, Lecco e Lodi, 0 a Cremona

 

Nelle regioni dove attualmente l’R0 (l’indice di contagio) è salito sopra la soglia di preoccupazione di 1 “ci sono dei focolai, ma sono circoscritti. Il virus circola ma è controllato”. Lo ha detto il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo questo pomeriggio a SkyTg24. Restano dunque “regioni da guardare con maggiore attenzione”, e in cui aspettarsi “che qualcun altro sia positivo”.

Una seconda ondata è possibile, e significa che il virus “potrebbe rialzare la testa, ma non necessariamente che dovremo avere molti malati in ospedale”. Inoltre l’Italia è più preparata: abbiamo più posti letto, riusciamo a fare piu’ tamponi con tempi veloci” ed è ormai “passata dopo le prime incertezze la regola della mascherina”. L’unica fonte di preoccupazione sarebbe “se saltassero protocolli nelle Rsa, dove vivono i nostri anziani”, ha concluso Sileri.

 

Nella ripresa della circolazione del Covid c’e’ poi un’ulteriore “variabile: il freddo”, ha spiegato ancora il viceministro, che di formazione è anche un medico. “È probabile che con l’abbassamento delle temperature il virus alzera’ la testa”. In questo caso bisognerà nei prossimi giorni osservare quello che avviene nelle zone del nord Europa dove le temperature iniziano a calare con la fine dell’estate: “Guardiamo la Germania del nord: quando la temperatura sara’ 15 gradi piu’ bassa della nostra media potremo dare uno sguardo a quello che avviene e avere una previsione di cosa potrà accadere a settembre o ottobre” in Italia.

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