lunedì, 20 Maggio, 2019

Riscatto della laurea, pronto il calcolatore dell’Inps

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Osservatorio Inps
MONITORAGGIO PENSIONI

È stato di recente pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2017 e 2018.
Il monitoraggio, con rilevazione effettuata il 2 gennaio 2019, riguarda le seguenti gestioni:
Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD);
coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
artigiani;
commercianti;
lavoratori parasubordinati;
assegni sociali.

Mentre nel 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia che quelli di anzianità per la pensione anticipata sono rimasti immutati rispetto al 2016, nel 2018 si è concluso il percorso di equiparazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne nel settore dei dipendenti privati e dei lavoratori autonomi. La pensione di vecchiaia per queste categorie, infatti, nel 2018 è stata erogata al raggiungimento dell’età di 66 anni e 7 mesi sia per gli uomini che per le donne.

Per quanto riguarda la pensione anticipata, invece, per il 2018 non sono stati previsti cambiamenti nei requisiti per la generalità dei lavoratori, ma è stata introdotta la possibilità di pensionamento anticipato con soli 41 anni di contributi per i cosiddetti “lavoratori precoci” (12 mesi di contributi maturati entro il compimento dei 19 anni di età e in una determinata condizione di tutela stabilita dalla norma), nei limiti dei fondi annualmente stanziati e con richiesta di certificazione dei requisiti per l’accesso al beneficio entro il 1° marzo 2018.
Pensioni e assegni sociali: sintesi dei dati statistici
Con riferimento al FPLD, nell’ultima rilevazione del 2018 si registra un numero complessivo di liquidazioni di pensioni di vecchiaia decorrenti nell’anno inferiore al corrispondente valore del 2017. La differenza è riconducibile essenzialmente all’aumento del requisito di età per la pensione di vecchiaia delle donne.
Gli assegni sociali liquidati nel 2018 sono di entità molto esigua rispetto al valore rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente, in quanto si è innalzato di un anno il requisito di età utile per la liquidazione dell’assegno.Per lo stesso motivo anche per quanto riguarda il peso delle pensioni di invalidità su quelle di vecchiaia l’indicatore statistico risulta più elevato nel 2018 rispetto al 2017. La relazione si inverte, invece, nell’indicatore che rappresenta il peso percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili, a causa dell’innalzamento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia per le donne.
Osservando gli indicatori statistici del 2018, inoltre, si rileva un peso decisamente superiore delle pensioni di anzianità/anticipate su quelle di vecchiaia rispetto al 2017. Questo perché i requisiti per le pensioni di vecchiaia si sono innalzati per le donne, mentre quelli relativi alle pensioni di anzianità/anticipate sono rimasti uguali all’anno precedente e sono più consistenti le uscite anticipate per i cosiddetti “lavoratori precoci”.
Per lo stesso motivo anche per quanto riguarda il peso delle pensioni di invalidità su quelle di vecchiaia l’indicatore statistico risulta più elevato nel 2018 rispetto al 2017. La relazione si inverte, invece, nell’indicatore che rappresenta il peso percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili, a causa dell’innalzamento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia per le donne.

Riscatto laurea
PRONTO IL CALCOLATORE DELL’INPS
l sito internet dell’Inps, nella sezione “riscatto laurea”, vanta ora un sistema di simulazione del costo dell’onere del riscatto di laurea più evoluto del precedente (messaggio 1609/2019 pubblicato recentemente).
Questa funzionalità riesce a calcolare la spesa teorica per tutte le gestioni Inps dei periodi di studio da riscattare con il metodo contributivo.
Ma la novità è la possibilità di simulare anche il riscatto dei periodi collocati prima del 1996 e, più in generale, di competenza del metodo retributivo per i cittadini iscritti nel Fondo pensioni lavoratori
dipendenti e alle Gestioni degli artigiani e commercianti, coltivatori diretti e coloni mezzadri.
In questo caso il riscatto viene calcolato con il più complesso metodo della riserva matematica che sintetizza in un onere da pagare il vantaggio prodotto dal riscatto sulla futura pensione.
Rimangono esclusi i dipendenti pubblici che, per conoscere la spesa da sostenere per il riscatto, dovranno continuare a rivolgersi alla propria sede Inps competente.
Le simulazioni, orientative e con possibili scostamenti rispetto a quelle emanate dalle sedi, mostreranno specifici alert nel caso in cui la procedura telematica rintracci anomalie nella posizione assicurativa del lavoratore. Sul portale Inps è inoltre disponibile una versione aggiornata del manuale della procedura telematica per il riscatto della laurea.

Lavoratori domestici
INPS: INVIO ATTI INTERRUTTIVI
A partire dal 27 maggio prenderà avvio l’emissione centralizzata degli atti interruttivi della prescrizione nei confronti dei datori di lavoro domestico già destinatari di un precedente avviso d’accertamento notificato negli anni 2014, 2015 e 2016.
In particolare l’invio interesserà, ai fini di un’ulteriore interruzione dei termini prescrizionali e della conseguente predisposizione dell’invio del credito agli Agenti della Riscossione, i trimestri non pagati per i quali risulti inviato e notificato un avviso d’accertamento negli anni 2014, 2015 e 2016 al quale non siano seguiti pagamenti ovvero siano stati eseguiti pagamenti parziali ed il relativo credito non risulti infasato. Gli avvisi in oggetto, oltre alle partite contributive già contestate e non pagate, potrà contenere ulteriori trimestri non coperti da contribuzione, per i quali non siano decorsi i termini di prescrizione, che la sede riterrà opportuno aggiungere.
Per le attività di verifica che interessano le sedi si rimanda al messaggio 1596. Si precisa che, al momento della preparazione del flusso per l’invio centralizzato delle lettere tramite Postel, saranno inviate in automatico tutte le regolarizzazioni, così come integrate o modificate.

Sgravi a chi assume giovani svantaggiati
BONUS SUD AL VIA IL 1 MAGGIO
Esoneri contributivi per le imprese che assumono (con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale, oppure trasformano contratti a tempo determinato) nel Mezzogiorno, ma solo a partire dal primo maggio e fino al 31 dicembre 2019. Restano quindi esclusi, al momento e salvo rettifiche del decreto, i contratti firmati da gennaio ad aprile e le aziende e i datori di lavori privati che hanno assunto in questo periodo. Così è stabilito nel decreto emanato dall’Anpal che sblocca l’incentivo «Occupazione Sviluppo Sud» previsto dalla manovra di dicembre e che ha di fatto prorogato il Bonus Sud del 2018. Lo sgravio contributivo arriva fino a 8.060 euro all’anno ed è destinato ai datori di lavoro privati che assumono giovani svantaggiati tra i 16 e i 34 anni oppure disoccupati over 35 che non hanno un lavoro retribuito da almeno sei mesi.
L’agevolazione è erogabile per chi ha un’attività nelle regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e nelle regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise, Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore.
Benefico cumulabile
Lo sgravio, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, prevede uno stanziamento di 500 milioni di euro all’anno per assunzioni agevolate nelle regioni meno sviluppate e in transizione. È cumulabile anche con altri incentivi, anche con quelli previsti dal decreto dignità, che spinge l’occupazione stabile under 35 con lo sconto contributivo del 50%, per tre anni, fino a un massimo di 3mila euro annui per chi assume a tempo indeterminato un giovane under 35. Oltre al bonus Sud, il governo ha messo in atto nel 2019 una serie di novità per tamponare l’«emergenza disoccupazione»: l’esonero contributivo per l’assunzione dei giovani laureati con 110 e lode ed entro la durata legale del corso di studi, prima del compimento dei 30 anni d’età; la decontribuzione per chi stabilizza dottorati di ricerca under 34; gli sgravi contributivi per l’assunzione di disoccupati beneficiari del reddito di cittadinanza. Mentre rimangono sempre validi l’incentivo Neet per l’assunzione di giovani che hanno aderito al Programma Garanzia Giovani e gli sgravi contributivi per l’assunzione di donne, di over 50 e di lavoratori in cigs.

Lavoro
PROROGATA PER IL 2019 GARANZIA GIOVANI
Il decreto dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro 581 del 2018 ha prorogato per l’anno 2019 l’incentivo per l’assunzione di giovani aderenti al Programma “Garanzia Giovani”. L’incentivo è riconoscibile per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019, nei limiti delle risorse specificamente stanziate. L’agevolazione, laddove ne sussistano i presupposti legittimanti, è cumulabile per la parte residua dei contributi datoriali con l’esonero contributivo all’occupazione giovanile stabile, previsto dall’articolo 1, comma 100, della legge 205 del 2017.
Nella Circolare 54 gli importi stanziati, i rapporti incentivanti, l’assetto e la misura dell’incentivo e le condizioni di spettanza, la compatibilità con l’incentivo all’occupazione giovanile stabile e il procedimento di ammissione all’incentivo con gli adempimenti dei datori di lavoro.
Riportate inoltre le modalità operative, le istruzioni contabili e le variazioni al piano dei conti.

Inps
DICHIARAZIONI DI TRIDICO SUL REDITO DI CITTADINANZA
L’Inps si scusa per alcuni toni utilizzati per la gestione della pagina Facebook “Inps per la Famiglia”, che non rispecchiano i valori e la missione dell’Istituto. Obiettivo dell’Inps, e della Pubblica Amministrazione in generale, ha affermato il presidente Tridico, deve infatti essere quello di creare un dialogo costante e trasparente per avvicinarsi ai cittadini. L’Istituto – ha proseguito il numero uno dell’Ente di previdenza, comprende il disappunto che la vicenda può aver creato. Pertanto, s’impegna a predisporre quanto è necessario affinché quello che è accaduto non si possa ripetere in futuro. Al tempo stesso voglio per correttezza precisare che stanno girando molti post assolutamente falsi, cui non bisogna prestare fede. Sostenere le famiglie in difficoltà puntando all’inclusione sociale ed al reinserimento lavorativo: questa la finalità dichiarata del Reddito di Cittadinanza e della Pensione di Cittadinanza. Abbiamo già elaborato l’85% delle istanze; ne sono state accolte il 72%, 27% respinte ed1% in evidenza perché si è resa necessaria un’ulteriore attività istruttoria. Delle domande residue, circa 44mila saranno definite entro questa settimana. Le ulteriori 80mila sono istanze inoltrate insieme al modello Rdc/Com per comunicare la variazione di redditi da attività lavorativa rispetto all’Isee, che saranno lavorate entro la fine del mese di aprile. Stimando che anche per le richieste in evidenza si confermi una percentuale di accoglimento analoga a quella delle pratiche già definite e che la percentuale di accoglimento delle pratiche trasmesse insieme al modello Rdc/Com sia più alta, ritengo ragionevole una stima complessiva delle istanze accolte intorno al 75%.
Da puntualizzare, inoltre, che “Il 65% delle 473 mila pratiche fino ad oggi accettate del reddito di cittadinanza ha un importo tra i 400 e 1200 euro. La media dell’assegno è di 520 euro. E’ questo – ha altresì rimarcato Tridico – il dato che bisogna raccontare, tutto è stato calcolato in modo equo. Più in dettaglio, quasi 337mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall’Inps, superano i 300 euro. Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro.
Spiace quindi che si soffermi sui casi di singoli che avendo già un reddito percepiscono importi tra i 40 e 150 euro. Questi casi rappresentano il 17% della platea.”
Così si è ulteriormente espresso il presidente dell’Inps Pasquale Tridico rispetto a notizie di stampa che riportano alcuni siti.“ Ho letto – ha tuttavia evidenziato l’alto dirigente – di una cittadina che afferma che sarebbe stata ammessa al Reddito di Cittadinanza per ricevere un sussidio di importo inferiore a quello che riceveva per il ReI. Stiamo eseguendo tutte le doverose verifiche, ma l’ipotesi in questione è veramente remota, essendo il RdC una misura più generosa del ReI. In ogni caso è evidente che, ove mai un caso del genere dovesse verificarsi, al cittadino che non aveva terminato la fruizione del ReI, sarà assicurato il trattamento più favorevole.
Per avere informazioni sulla nuova misura è possibile chiamare il contact center dell’Istituto al numero 803.164, gratuito da telefono fisso, o al numero 06.164.164 da cellulare (a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). In aggiunta è anche disponibile on-line il servizio per la consultazione delle domande di Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza presentate presso gli sportelli di Poste Italiane, i Caf o tramite Spid sul sito del Reddito di Cittadinanza. Per informazioni sulle proprie situazioni specifiche – ha concluso Tridico – invito a non usare i canali social dell’Istituto, che devono rispondere solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici generali delle prestazioni erogate dall’Inps.

Congedo straordinario ai figli del disabile
L’INPS RECEPISCE LA SENTENZA DELLA CONSULTA
La Corte costituzionale, con la sentenza 232 del 7 dicembre 2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del Dlgs 151 del 26 marzo 2001, nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario per l’assistenza ai familiari con handicap grave il figlio che al momento della presentazione della richiesta di congedo non sia ancora convivente con il genitore in situazione di disabilità grave, ma che successivamente a tale data instauri la convivenza.
La decisione della Consulta si fonda su una concezione di famiglia considerata nel suo insieme come strumento di assistenza del disabile, in coerenza col dovere di solidarietà che fa capo su ogni familiare a prescindere dal requisito della convivenza. Secondo la Corte, ai fini del congedo straordinario il requisito della convivenza ex ante, per l’identificazione dei destinatari del congedo, è quello che in astratto garantisce il miglior interesse del disabile, ma non costituisce un criterio unico e indefettibile: deve essere permesso l’accesso al beneficio anche al figlio che intenda convivere con il genitore ex post ed ottemperare in tal modo l’adempimento di quei doveri di cura e assistenza in assenza di altri familiari conviventi, per non correre il rischio di un vuoto di tutela e comunque nell’interesse superiore del soggetto disabile.
La disciplina dei congedi, tuttavia, è contraddistinta da obblighi rigorosi e da presupposti stringenti, per evitare il facile rischio di elusione delle finalità proprie della normativa. Per questo l’Inps indica in modo puntuale, nella circolare 49/2019 , quali siano le ricadute di questa pronuncia sulla regolamentazione dei congedi straordinari a favore di familiari lavoratori di soggetti disabili, dovendosi comunque tener conto della situazione del figlio ancora non convivente al momento della richiesta di ammissione al beneficio straordinario. Perché ciò succeda l’Inps elenca una serie di requisiti e condizioni (priorità) che devono essere tutte soddisfatte. Innanzitutto, l’imposizione di un obbligo di convivenza con il disabile per tutto il periodo di fruizione del congedo; in secondo luogo la residualità dell’assistenza. Il beneficio potrà essere accordato soltanto in caso di mancanza, decesso o impossibilità, per la presenza di patologie invalidanti, di tutti gli altri familiari legittimati a chiedere il congedo, secondo l’ordine di priorità prefigurato dalla legge e comunque in presenza dell’indefettibile requisito della convivenza. L’ordine di priorità prevede: la fruizione del congedo da parte del coniuge (o parte dell’unione civile) convivente della persona disabile in situazione di gravità; in caso di mancanza o decesso o di patologie invalidanti del coniuge, accedono il padre o la madre e poi a seguire, uno dei figli conviventi, uno dei fratelli o delle sorelle conviventi, un parente o affine entro il terzo grado convivente e, infine, uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità (sempre che tale convivenza si instauri successivamente), nell’ipotesi in cui gli altri soggetti manchino o siano in stato di invalidità.
Quanto alla prova dei requisiti, la circolare impone al figlio non convivente di dichiarare nella istanza, sotto la propria responsabilità, che provvederà a instaurare la convivenza con il familiare entro l’inizio del periodo di congedo e a conservarla per tutta la durata dello stesso. Sarà poi l’ente a preoccuparsi di stabilire modalità e tempi per gli eventuali controlli delle dichiarazioni sostitutive delle certificazioni.
Un ultimo dettaglio attiene l’ambito di applicazione della nuova disciplina: potrà estendersi solamente ai casi ancora aperti per i quali non sia intervenuta sentenza passata in giudicato o sia spirato il termine prescrizionale alla data della pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale.

Inps
I DATI SULLE PENSIONI ALTERNATIVE A QUOTA 100
Non vi è solo “quota 100” ad amplificare il bacino delle domande per una pensione anticipata nel 2019. Secondo i numeri resi noti dall’Inps, ai primi di aprile avevano fatto richiesta all’Inps per uno degli altri tre canali di uscita previsti dalla legge 26/2019 più di 34.400 lavoratori.
I primi dati sulle domande di pensionamento anticipato alternative a “quota 100” ricevute da Inps ci dicono che per ogni dieci candidati quotisti ce ne sono più di tre che pure aspirano all’anticipo e che, in moltissimi casi, lo otterranno. Le domande per “quota 100” inoltrate fino alla scorsa settimana erano 112.558, delle quali 38124 arrivano da lavoratori iscritti alla gestione dei dipendenti pubblici, mentre 40.049 sono di dipendenti privati.
Per avere un quadro completo dei nuovi pensionamenti diversi dalla vecchiaia mancano soltanto i dati sulle normali istanze di anzianità, che fino al 2026 sono consentite, a prescindere dall’età anagrafica, con 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Il primo aprile sono intanto entrare in pagamento le prime pensioni con “quota 100”. I beneficiari sono 26.831. Inps ha già accolto ben più di 39mila domande di questo tipo.
Se le istruttorie procederanno senza rallentamenti si conta di liquidare altri due blocchi di prestazioni in due fasi successive: una entro la prima decade del mese, la seconda tra il 20 e il 29 aprile, riuscendo a liquidare fino a 50mila nuove pensioni entro maggio.
Vale ricordare che in questa prima fase si tratta solo di pensioni di lavoratori del settore privato, dipendenti e autonomi, che avevano maturato i requisiti minimi (62 anni e 38 di contributi) a fine 2018. La prima finestra utile per i pubblici è il 1° agosto, mentre a settembre uscirà il plotone dei quotisti del comparto scuola.

Carlo Pareto

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