martedì, 25 Febbraio, 2020

RISCHIO DEBITO

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Il giudizio del Fondo monetario internazionale non è generoso verso il nostro Paese. Il grande problema irrisolto rimane quello del debito che non accenna a diminuire. Anzi, sta per toccare quota 135% rispetto al Pil ed è destinato a crescere a causa della spesa per le pensioni e al reddito di cittadinanza che incide pesantemente sulla sua sostenibilità.

L’Italia, si legge nella nota del Fondo Monetario, “ha bisogno di un piano di risanamento dei conti credibile nel medio termine”. “Il debito – scrivono gli economisti – è previsto rimanere alto, vicino al 135% del Pil, nel medio termine e aumentare nel lungo periodo a causa della spesa per le pensioni. Se si dovessero materializzare shock avversi – è l’avvertimento – il debito crescerebbe prima e più rapidamente. Dunque, è fortemente consigliabile avvantaggiarsi degli attuali bassi tassi d’interesse per mettere a punto un piano di consolidamento credibile di medio termine”.

“L’Italia è il Paese con le più basse previsioni di crescita di tutta l’Unione – afferma il Fondo monetario internazionale che reputa urgenti riforme strutturali. Il pil crescerà dello 0,5% per il 2020 e dello 0,6% per i prossimi anni. Per l’Italia le previsioni di crescita sono le più basse dell’Unione europea. La situazione economica italiana “è prevista migliorare modestamente ma i rischi restano orientati verso il basso”. “Queste previsioni”, sottolinea il documento, “sono le più basse dell’Unione europea”, di cui l’Italia rischia di rimanere il vagone di coda almeno per i prossimi 5 anni.   La lentezza dell’economia, avvertono i tecnici dell’istituto di Washington, riflette “il debole potenziale di crescita”. E c’è il rischio che “il materializzarsi di shock avversi, come un’escalation delle tensioni commerciali, un rallentamento di partner commerciali chiave o eventi geopolitici, potrebbe far emergere un outlook molto più debole”. Gli ispettori non mancano di sottolineare che “l’indebolimento dell’ambiente esterno e l’incertezza politica domestica hanno complicato una situazione economica e sociale già difficile.

Parlando delle pensioni il Fondo afferma che “l’Italia ha fatto più della maggior parte degli altri Paesi per riformare il suo sistema pensionistico, generando risparmi nel lunghissimo termine. Ma nei prossimi pochi decenni, le pressioni di spesa sono previste aumentare considerevolmente”. “È importante preservare l’indicizzazione dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, assicurare l’equità attuariale per i pensionamenti anticipati e aggiustare i parametri pensionistici per assicurarne la convenienza”, si legge nel documento, che osserva come l’introduzione di Quota 100 abbia “aumentato la spesa e creato una discontinuità nell’età  di pensionamento”. Infine il reddito di cittadinanza che va modificato. “Il programma sul Reddito di cittadinanza si rivolge ai più vulnerabili. Tuttavia, il beneficio è  ben al di sopra dei parametri di riferimento internazionali; diminuisce troppo rapidamente a seconda delle dimensioni della famiglia, penalizzando i nuclei più numerosi e più poveri; inoltre viene meno bruscamente se si accetta un’offerta di lavoro, anche a basso salario. Queste caratteristiche dovrebbero essere allineate alle migliori pratiche internazionali per evitare disincentivi al lavoro e condizioni di dipendenza assistenzialistica”.

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