sabato, 8 Agosto, 2020

Risoluzione UE, ‘riconoscere lo Stato della Palestina’

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Palestina-Stato-UeAlmeno ‘in linea di principio’, ma con un’ampia maggioranza, l’Europarlamento ha approvato oggi una risoluzione per il riconoscimento della Palestina sulla base dei confini del 1967, appoggiando la soluzione dei due Stati con Gerusalemme capitale e esortando le parti a riprendere i negoziati di pace. Una linea ribadita anche dall’Internazionale Socialista che si è riunita a Ginevra la scorsa settimana. Il voto arriva su una mozione presentata dal gruppo democratici e socialisti e sulla scorta dei voti di altri Parlamenti nazionali mentre la Svezia ha già formalmente riconosciuto lo Stato palestinese.

E l’Italia? In Parlamento ci sono già tre mozioni, dei socialisti, di SEL e del M5S che attendono di essere calendarizzate mentre nulla è stato ancora fatto dal PD, il partito di maggioranza relativa, e da Forza Italia. Un invito a prendere posizione è stato rivolto oggi alla parlamentare socialista Pia Locatelli, con una lettera inviata agli altri deputati.

“Oggi, 17 dicembre – scrive Locatelli nella lettera – il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato una risoluzione sul riconoscimento dello Stato della Palestina. L’iniziativa fa seguito alle analoghe prese di posizione dei parlamenti di Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Francia e al riconoscimento ufficiale da parte della Svezia. Nei prossimi giorni anche altri parlamenti della Unione europea si apprestano ad approvare mozioni simili. Si tratta di prese di posizione non vincolanti, ma utili per contribuire al processo di pace nella regione.

Ce lo chiedono i Palestinesi, – si legge ancora nella missiva – ma ce lo chiedono anche gli Israeliani con un appello firmato da mille intellettuali convinti che l’esistenza e la sicurezza di Israele sono legate all’esistenza di uno Stato palestinese a fianco di quello israeliano, in un reciproco riconoscimento sulla base dei confini del 4 giugno 1967.

Una richiesta alla quale il nostro Parlamento non può sottrarsi.

Come ho annunciato ieri in Aula, ho preparato una mozione, già firmata da alcuni colleghi e colleghe, che ti mando in allegato e ti invito a sottoscrivere”.

Intanto un’altra questione sollevata dal Parlamento europeo sta polarizzando l’attenzione ed è quella della lista delle organizzazioni considerate ‘terroriste’. Tra queste nel 2011 il Consiglio dell’Unione europea aveva inserito anche il movimento Hamas ma oggi lo stesso Tribunale dell’UE ha annullato l’iscrizione nella lista nera perché non era sostenuta da prove concrete, ma solo da suggestioni di stampa. Una decisione, hanno spiegato, “per motivi procedurali”, che mantiene temporaneamente in vigore il congelamento dei beni e che non implica apprezzamenti di natura politica sulla natura di Hamas.

La decisione è stata accolta molto male dal governo israeliano, anche perché è arrivata assieme all’approvazione della risoluzione sul riconoscimento della Palestina che, implicitamente, suona come una bocciatura dell’azione politica e militare dell’attuale premier Netanyahu.

“Oggi abbiamo visto – ha commentato – esempi sconvolgenti dell’ipocrisia europea. A quanto pare – ha aggiunto – troppe persone in Europa, nella stessa terra dove 6 milioni di ebrei sono stati massacrati, non hanno imparato alcunché”.

Hamas al contrario si è subito felicitato per la decisione odierna del tribunale Ue. “È questa la correzione di un errore commesso dalla Ue nel 2003” ha detto Sallah al-Brdwail, un dirigente di Hamas, alla agenzia al-Quds. “L’occupazione israeliana è terrorismo e noi ne siamo le vittime”.

Armando Marchio

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