martedì, 22 Ottobre, 2019

Rita Cinti Luciani
Mostrare i muscoli e il degrado

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Quanto accaduto in questi giorni nel nostro Paese è la conferma del decadimento della politica e dei suoi principi basilari. Abbiamo assistito ad uno spettacolo da fare invidia ai migliori commediografi, se non fosse che di mezzo ci siamo noi italiani e il futuro di molte generazioni. Salvini ha giocato le sue carte facendo cadere l’alleanza di governo costruita da lui, per incassare quel consenso che in questo momento “magico” molto italiani, (come da sondaggi)pare gli riservino, cancellando ogni cosa : dai 49 milioni di denaro pubblico evaporati, ai rapporti non chiariti con la Russia, ai comportamenti poco consoni per un ministro della Repubblica ecc. Ha sintetizzato il suo obiettivo in una frase: “ Datemi pieni poteri e vi farò vedere chi sono”. Poco gli importa quello che accadrà nei prossimi mesi : crisi economica , aumento dei costi con conseguenze pesanti per le fasce più deboli, sistema delle imprese e del commercio sempre più stritolati dagli effetti di una politica poco lungimirante che ha guardato a raccogliere i consensi enfatizzando i problemi anziché pensare di risolverli con l’impegno e il lavoro quotidiani. In realtà Salvini ha fallito perché non ha saputo mantenere le promesse fatte agli elettori: 5 anni di governo e cambiamenti radicali. Ora ci dovrebbe anche spiegare perché ha fatto cadere il Governo con i 5 Stelle, ha invocato le elezioni come unica soluzione , accusato tutti di essere poltronai e ora rivuole i 5 Stelle con Di Maio Presidente del Consiglio . Non so cosa accadrà nelle prossime ore : se ci saranno le condizioni per la nascita di un governo che abbia a cuore il bene e il futuro di questo Paese, se nel centro sinistra si possa aprire una nuova fase politica che affronti i problemi con il coraggio e la determinazione che occorrono o se si andrà al voto. Una cosa è certa, in politica ogni spazio lasciato è uno spazio occupato da altri e l’Italia ha urgenza di affrontare temi importanti come il lavoro, sistema imprese, l’istruzione, la sicurezza e una riorganizzazione istituzionale seria e coerente, il suo ruolo in Europa. L’Italia ha bisogno di ritrovare speranza e fiducia in una classe politica seria e competente non di certo di un uomo solo al comando.

Rita Cinti Luciani
Vice segretario PSI

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Al di là dell’opinione che si può avere riguardo al Governo gialloverde, e all’azione del leader leghista, bisognerebbe laicamente interrogarsi sulle ragioni che hanno fatto crescere così tanto i consensi verso il suo partito, una domanda che dovrebbero porsi in particolare i liberalsocialisti ai quali, da come io la vedo, non dovrebbe mancare quella dose di obiettività che ci fa guardare agli accadimenti senza preconcetti ideologici, e senza pensare che i voti sono “belli ed intelligenti” se vanno verso una determinata parte, salvo divenire l’esatto opposto quando premiamo la parte avversa.

    Posso ovviamente sbagliarmi, ma penso che il costume, difetto, od errore – a seconda di come lo si vuole chiamare – nel quale la sinistra persiste, e del quale sembra apparentemente incapace di liberarsi, sia l’autoreferenzialità, che la rende incapace di cogliere l’umore del Paese, che vorrebbe uniformato al proprio pensiero “politicamente corretto”, pena il vedersi tacciati di nazionalismo, razzismo, xenofobia, ecc…, e non si accorge dei tanti che hanno semplicemente voglia di “identità”, e credo che con eguale logica la sinistra abbia cercato di unirsi contro un “nemico”.

    La via del coalizzarsi contro qualcuno mette di fatto in secondo piano i programmi, e non a caso ci si ritrova a riscoprire oggi l’urgenza “di affrontare temi importanti come il lavoro, sistema imprese, l’istruzione, la sicurezza e una riorganizzazione istituzionale”, secondo le parole di questo articolo, quando la sinistra ha governato a lungo ed ha avuto quindi tutto il tempo per avviarli a soluzione, e forse anche in questo suo “ritardo” va cercato il successo elettorale della Lega, pur se il condizionale è d’obbligo dal momento che non è mai semplice analizzare il flusso dei voti.

    Quanto al “datemi pieni poteri e vi farò vedere chi sono”, a me pare che, fuori da ogni ipocrisia, i cosiddetti pieni poteri siano già oggi conferiti a quelle figure istituzionali che vengono scelte con elezione diretta, talora con percentuali da investitura plebiscitaria, di cui non ci scandalizziamo affatto, anzi, specie se il prescelto appartiene al versante politico di nostra simpatia (andando a concludere, la sostanza del mio discorso è semplicemente quella che non vorrei vedere una sinistra liberale e riformista, o che si ritiene tale, accodarsi ad una sinistra che non riesco a definire allo stesso modo).

    Paolo B. 27.08.2019

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