lunedì, 19 Ottobre, 2020

Rivolta in Bielorussia. L’Ue dice no a Lukashenko

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Il presidente Aleksandr Lukashenko ha prestato giuramento in una cerimonia segreta e si è insediato per il suo sesto mandato alla guida del Paese, nonostante le forti proteste contro le ultime elezioni.
L’opposizione bielorussa ha definito senza precedenti l’insediamento di Lukashenko ed ha proclamato una protesta a oltranza con queste motivazioni scritte su Telegram dal suo esponente Pavel Latushko: “Non tollereremo mai brogli elettorali e chiediamo nuove elezioni. Stiamo esortando tutti a intraprendere una campagna di disobbedienza a tempo indeterminato”.
La Germania ha annunciato di non riconoscere Lukashenko come presidente legittimo della Bielorussia. Steffen Seibert, il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha fatto sapere che Berlino non riconosce il leader di Minsk, al potere da 26 anni, affermando: “I requisiti minimi per elezioni democratiche non sono stati assolutamente soddisfatti, non sono state né giuste né libere. Alla rielezione di Lukashenko è mancata la legittimità democratica”.

Anche gli Usa hanno annunciato di non considerare Lukashenko il legittimo presidente della Bielorussia. Il Dipartimento di Stato ha ripetuto di non ritenere le elezioni del 9 agosto libere o eque. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha detto: “I risultati annunciati erano fraudolenti e non comunicavano legittimità. Gli Stati Uniti non possono considerare Alexander Lukashenko il leader legittimamente eletto della Bielorussia. La strada da seguire dovrebbe essere un dialogo nazionale che porti il popolo bielorusso a godere del diritto di scegliere i propri leader in un’elezione libera ed equa sotto osservazione indipendente. Il rilascio delle persone ingiustamente detenute e la fine della repressione contro i cittadini che protestano pacificamente è un primo passo verso un autentico dialogo nazionale”.
L’alto rappresentante per la politica estera Ue, Javier Borrell, in una nota, ha scritto: “Il giuramento di Alexander Lukashenko manca di qualsiasi legittimazione democratica poichè l’Ue non riconosce i risultati falsificati delle elezioni”.
Borrell ha ribadito: “Il pieno appoggio dell’Unione ai cittadini bielorussi che continuano a protestare per il loro diritto a essere rappresentati da chi sceglieranno liberamente attraverso nuove elezioni inclusive, trasparenti e credibili”.

La leader dell’opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, ha commentato: “Questa cosiddetta inaugurazione è una farsa. In realtà oggi Lukashenko è solamente andato in pensione. Ciò significa che le sue direttive alle forze dell’ordine non sono più legittime e non sono eseguibili. Io, Svetlana Tikhanovskaya, sono l’unico leader eletto dal popolo bielorusso. E il nostro compito ora è costruire insieme una nuova Bielorussia”.
Il giuramento di Lukashenko ha infiammato di nuovo la protesta nel Paese. I manifestanti sono scesi in piazza per protestare e la polizia a Minsk li ha dispersi con gli idranti. Per gli oppositori e per i media indipendenti, la cerimonia di insediamento è stata organizzata in sordina per non fare da catalizzatore a una nuova grande manifestazione. In un video diffuso da Tut.by, un canale indipendente, si vedono gli agenti che disperdono i manifestanti, alcuni dei quali, anche donne, con le facce insanguinate.
Lukashenko non viene più riconosciuto come presidente legittimo e questo sentimento popolare era riflesso in diversi manifesti: “Non hai cominciato il mandato, sei entrato nella fase avanzate della demenza”, recitava uno; mentre su un altro era scritto, “Oggi ha giurato il mio gatto”.
Secondo l’ong per i diritti umani Vlasna, la polizia ha arrestato oltre 100 persone in tutto il Paese. L’ong ha diffuso i nomi di oltre 115 persone che sarebbero state arrestate a Minsk, nella città sud-occidentale di Brest e in altre città.

Invece, da un comunicato di Interfax, secondo quanto si apprende dal ministero dell’Interno Bielorusso, in seguito alla cerimonia d’insediamento di Alexander Lukashenko, tenutasi in gran segreto, in Bielorussia ci sono state 59 manifestazioni non autorizzate, nel corso delle quali sono state arrestate 364 persone, di cui 252 solo a Minsk.
Non ci sono ancora dichiarazioni da Mosca, ma la situazione in Bielorussia è molto calda con ripercussioni significative anche in campo internazionale. Un dialogo costruttivo potrebbe riaffermare in Bielorussia i principi legittimamente democratici percorrendo la via migliore per evitare spargimenti di sangue.

 

Salvatore Rondello

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