sabato, 24 Ottobre, 2020

Roberto Biscardini
Emergenza mette in evidenza i ritardi dell’amministrazione comunale

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MILANO – Ci si accorge oggi che una delle fonti principali dei possibili contagi potrebbe dipendere dalla capienza troppo elevata sui mezzi di trasporto pubblico.
Peccato che in sette mesi non si è fatto nulla per prevenire questa situazione. Passando dall’idea bizzarra che bastasse invitare i cittadini ad usare le biciclette e i monopattini alla richiesta attuale di rimettere lavoratori e studenti a svolgere la propria attività in remoto, quando l’unico settore che proprio non ha fatto nulla è proprio il settore del trasporto pubblico. Sempre condizionato dalle logiche delle aziende pubbliche monopolistiche. Ma perché dovrebbero stare a casa i lavoratori e gli studenti che già si sono organizzati per ridurre la pressione sul trasporto pubblico e non dovrebbero essere i Comuni ad individuare soluzioni integrative all’offerta di trasporto? Certo, se ci si affida ad Atm non si và da nessuna parte. Perché non è stato messo in servizio nemmeno un mezzo di trasporto in più da marzo ad oggi, quando il problema di fondo è come organizzare i servizi integrativi, soprattutto delle linee metropolitane. Cosa che il Comune di Milano dovrebbe gestire in totale autonomia, mettendo in strada autobus di aziende private, anche con mezzi di tipo turistico, attraverso gare da concludere in pochissimo tempo. Così come non si capisce perché non sia possibile acquistare abbonamenti settimanali che rispondano alle nuove esigenze di pendolari e studenti obbligati ad acquistare un mensile che non si sa se potrà essere utilizzato per intero.

 

Roberto Biscardini
già Assessore ai Trasporti della Regione Lombardia

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