venerdì, 30 Ottobre, 2020

Roberto Biscardini
Le liste socialiste come motore della rinascita

0

La partecipazione attiva dei socialisti nella campagna per il No e i risultati delle amministrative di settembre dimostrano, per ragioni opposte, che lo spazio politico per la riorganizzazione di una forza socialista è sempre più largo.
Al di là del referendum, le elezioni amministrative confermano, nonostante le apparenze, la sostanziale disgregazione del sistema.
Non a caso i tre partiti maggiori, M5s, Lega e Pd, sono in fibrillazione, con il paradosso di un Governo che potrebbe durare fino al 2023 non perché la sua maggioranza è stata premiata dal voto, ma perché nessuno sostanzialmente (Lega compresa) vuole rischiare andando al voto oggi.
Il vero collante dell’attuale Governo, nel breve periodo, si riduce sostanzialmente alla grande opportunità di decidere come spendere i 209 miliardi del Recovery Fund ai quali potrebbero aggiungersi i 37 miliardi del Mes.

I ministeri, dopo anni di vacche magre, stanno tentando “la grande abbuffata”, e dal basso i Comuni e le Regioni (ormai a stragrande maggioranza di centrodestra) non hanno nessun interesse di mettere in crisi il Governo in una fase nella quale spingeranno per avere più soldi.
E alla fine è attendibile che sarà proprio Conte ad accontentare gli Enti locali, anche a scapito delle ambizioni del suo Governo, come arma di scambio per salvare la maggioranza giallo-rossa.
Ma la navigazione non sarà comunque tranquilla. Nei prossimi mesi verranno a galla tutte le questioni che le elezioni di settembre hanno solo accantonato e che i miliardi europei hanno per il momento messo in ombra.

Non si potrà mettere un coperchio sulla crisi sociale che il Paese sta attraversando, crisi aggravata dalla difficilissima situazione economica delle famiglie e delle imprese. Dalle difficoltà dell’occupazione e dall’impoverimento sempre crescente della popolazione. Alle quali si aggiunge lo spettro di una nuova crisi sanitaria e il continuo indebolimento del nostro capitale umano (anche nelle zone più ricche del paese esportiamo giovani laureati e importiamo giovani non qualificati).
E’ in questo quadro politico e sociale che si colloca oggi la questione socialista e la possibilità di ricostruire una nuova realtà politica in alternativa ad una sinistra ormai inesistente, senza identità e con poche idee.
Si può fare, perché sia dentro sia fuori dal Psi ci sono le energie per proporsi come attori di un nuovo progetto politico. E perché intorno alla questione socialista emergono nuovi interessi. Da parte di cittadini insoddisfatti di tutto ciò che ancora si chiama sinistra, senza politica, e da parte dei cosiddetti moderati che non si riconoscono in nuove o vecchie formazioni cosiddette di centro.
Un progetto politico socialista che ha bisogno di un segnale forte per rispondere in modo moderno a tre antiche ambizioni.

Uno. Unire tutti coloro che, superando divisioni e vecchie diffidenze, intendono ricostruire una nuova comunità per riunire associazioni, circoli, piccoli movimenti, uomini e donne pronti a rispondere alla chiamata. Una opportunità che dovrebbe per primo cogliere il Psi, pena vedersi presto scavalcato da altre iniziative o finire nella totale afasia.

Due. Il motore di questa iniziativa nazionale si consolida solo nel rapporto differenziato e diffuso delle diverse realtà locali. Con l’ambizione di rinascere nei territori, dal contatto diretto con i bisogni e gli interessi delle persone.

Tre. La presentazione delle liste socialiste a livello locale è il vero motore della rinascita, per tornare ad esistere nei grandi come nei piccoli centri e nelle loro istituzioni.

Non dimentichiamoci mai che l’inizio della fine del piccolo Psi, dopo tangentopoli, iniziò quando si decise di non presentare la propria lista alle elezioni politiche del 2013 in un momento in cui c’erano tutte le condizioni per farlo e per ottenere un ottimo risultato.
Da quel momento sono scomparse, salvo casi rari (troppo rari per identificare l’iniziativa politica di un partito), le liste socialiste nei Comuni e nelle Regioni.
O si coglie l’interesse crescente nella società intorno ad una questione socialista ormai obbligata dai fatti, o lo spazio lo riempirà qualcun altro.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply