lunedì, 30 Marzo, 2020

Rocca Sinibalda, un appello per un “piccolo sportello bancario”

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Un appello al Governo, al Parlamento, alle Istituzioni, a difesa di un “piccolo sportello bancario”, piccolo ma importante per una realtà come Rocca Sinibalda (paese in provincia di Rieti con 800 residenti), viene dal suo primo cittadino, Stefano Micheli. Lo sportello di Banca Intesa San Paolo, anche per gli altri 10 comuni (per un totale di 11 comuni e 4000 anime) che insieme fanno parte della Valle del Turano, rappresentava un punto riferimento essenziale per cittadini, imprese ed istituzioni. Ma qualche giorno fa, con una sbrigativa nota informativa, la Banca comunica la chiusura. Le ragioni sono chiare nel Piano di Impresa 2018/2021, dove si parla di copertura mirata del territorio in relazione al potenziale.
In particolare si riporta per esteso il contenuto:

“ISP 2018-2021 Piano di Impresa Estratto di pagina 10 del comunicato stampa allegato al Piano d’impresa 2018/2021 di intesa San Paolo (slide pag. 48/49 dello stesso piano “Riduzione dei costi attraverso ulteriore semplificazione del modello operativo Strategia distributiva: ulteriore ottimizzazione del modello di coverage)
 copertura mirata del territorio in relazione al potenziale:
 nelle città più importanti (1.340, con circa il 63% della popolazione italiana) 2.200 filiali con modello
specializzato, 13.300 punti operativi Banca 5 e 7.100 sportelli automatici evoluti (ATM, MTA e Casse
Self);
 nelle città di media importanza (720, con circa il 10% della popolazione) 750 filiali senza modello
specializzato, 2.400 punti operativi Banca 5 e 1.000 sportelli automatici evoluti;
 nelle città meno importanti (2.350, con circa il 17% della popolazione) nessuna filiale, 4.300 punti
operativi Banca 5 oppure 300 sportelli automatici evoluti;
 filiale online, offerta fuori sede e gestori della clientela con contratto misto (presenza contemporanea
per la stessa persona di un contratto part-time come dipendente bancario e di un altro come consulente
finanziario) disponibili per tutta la clientela.>”

 

Ma il sindaco di Rocca Sinibalda non ci sta e si rivolge alle varie Istituzioni, oltre che ai dirigenti della Banca, un problema di fatto che non investirà esclusivamente i piccoli comuni della Valle del Turano, ma che ha evidentemente una portata nazionale.
Firmatari del documento tutti i sindaci coinvolti: Dante D’Angeli (Ascrea), Danilo Imperatori (Belmonte), Cesarina D’Alessandro (Castel di Tora), Maria Pia Mercuri (Collalto Sabino), Domenico Manzocchi (Collegiove), Beniamino Pandolfi (Colle di Tora); Mauro Novelli (Longone Sabino), Luigino Cavallari (Nespolo), Danilo D’Ignazi (Paganico).

“Sta tutto in queste poche righe del Piano d’impresa, l’ordine di chiusura per la filiale di Intesa San Paolo nel Comune di Rocca Sinibalda – dichiara nel documento ufficiale il sindaco –, come Comune siamo condannati per il fatto di avere residenti solo 800 anime, in una provincia come Rieti, area interna del Lazio e appennino Profondo……Essere piccoli si conferma ancora una volta una disgrazia, non rappresentare chissà quale popolazione in termini numerici una giustificazione al taglio, netto e senza troppi fronzoli. Eppure, è proprio quella popolazione così esigua che, resistendo strenuamente nei nostri piccoli paesi, fa sì che l’Italia possa ancora considerarsi una nazione….
In un momento storico fondamentale in cui la tutela e il rilancio delle aree interne entrano con forza nel dibattito sul futuro dell’Italia, con impegni precisi delle istituzioni nazionali e regionali, con fondi e strategie di lungo periodo per contrastare lo spopolamento e rilanciare i territori, chiudere gli sportelli bancari per mere questioni di profitto rischia di assestare un colpo mortale alla fiducia e alle speranze di tutte quelle persone, imprenditori, commercianti, agricoltori, giovani, che nelle aree interne sono rimasti e vogliono costruire la loro vita e il loro futuro”.

“E allora tutte le belle speranze sulle aree interne, le considerazioni sul terremoto che è qui, a un passo da noi, …… svaniscono. Rimane lo sconcerto, il vuoto – continua il primo cittadino – All’amministratore locale, al sindaco, l’onere di celebrare il funerale, e l’accusa di non aver protetto il suo territorio, di non aver fatto abbastanza. Perché nel Sindaco, per le persone, è incarnato un potere mistico e superiore. E se non fermi il privato che se ne vuole andare la colpa è la tua. I Sindaci hanno le spalle larghe, perché se hanno deciso di investire il loro tempo a favore delle loro piccole comunità, lo hanno fatto consapevoli delle lacrime e del sangue che dovranno lasciare sul terreno, non certo degli allori che ne potranno derivare. Lottano ogni giorno per salvare le scuole, dove la logica è quella dei numeri, e se i numeri non ce li hai, la scuola chiude. Stesso ragionamento degli operatori telefonici, se sei area a fallimento di mercato il ripetitore per la frazione di montagna non si mette, che non conviene. A Vallecupola (frazione di Rocca Sinibalda) mica hanno gli stessi diritti di cittadinanza di qualsiasi cittadino in Italia. Stesso ragionamento per le banche. Proprio come voleva fare Poste Italiane, prima che il Governo e le regioni intervenissero”.
Conclude Stefano Micheli: “I sindaci lottano per mantenere i servizi, per garantire assistenza sociale e sanitaria alle proprie comunità, a popolazioni con percentuali di anziani spaventose, categorie fragili che hanno bisogno di istituzioni e servizi a portata di mano, amiche. Lottano per non far scappare i propri giovani, per garantire opportunità e prospettive di vita migliori.
E quindi i sindaci lottano, non si arrendono. Io non mi arrendo.
Se Intesa San Paolo ha deciso di chiudere faremo tutto quanto è necessario per convincerli che non è la scelta giusta, che Rocca Sinibalda rappresenta in questa battaglia l’intera Valle del Turano, 11 comuni uniti e 4000 anime…”.

La sua battaglia è stata sposata ora anche da Franca Biglio, presidente dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni d’Italia, ANPCI, che si rivolge agli stessi referenti.

“Chiediamo di riconsiderare tale scelta dimostrando una particolare attenzione e sensibilità nei confronti del territorio e dei cittadini che lo abitano – afferma la Biglio – Le parole del collega Sindaco non possono cadere nel vuoto e comprendiamo, condividendola, tutta la sua apprensione per tale decisione che andrebbe fortemente a penalizzare la vita sociale ed economica, non solo di quel magnifico gioiello che con tanta dedizione e passione governa, ma delle altre tante bellissime realtà della Valle Del Turano.
Gentile Consigliere di Banca Intesa, rivedete la Vostra drammatica scelta e fate sì che la Vostra Filiale possa continuare a restare un importante punto di riferimento economico/finanziario, un indispensabile ed essenziale presidio nel presidio.

Fate sì che coloro che tutelano e salvaguardano con fatica, ma con amore e dedizione un territorio difficile, possano apprezzare e riconoscere che per Intesa San Paolo, nei confronti dei piccoli comuni, non sono i numeri quelli che contano, ma la vicinanza a chi ha più bisogno. Una grande responsabilità dunque, caro Consigliere, quella di procedere alla chiusura di una filiale così importante. Una decisione così pesante, per una persona attenta e disponibile come sono convinta Lei sia, non può e non deve essere assunta.Acconsenta che la Filiale di Rocca Sinibalda possa continuare a svolgere la sua opera di “preziosa vicinanza alle persone” continuando a “servire” per tantissimi anni tutti coloro che in Voi hanno giustamente riposto la loro fiducia. Felice se vorrà accogliere l’accorata e giusta richiesta del Sindaco; felice se vorrà accogliere, e sono certa che lo farà, il nostro appello che è l’appello dei cittadini di Rocca Sinibalda e dei comuni della Valle Del Turano”.

Maria Grazia Di Mario

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