domenica, 5 Aprile, 2020

Roma: anno nuovo, presidente nuovo. Pallotta lascia a Friedkin

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Fumata bianca in arrivo: il 54enne imprenditore texano, principale distributore di Toyota negli Usa, pronto a rilevare il club giallorosso per circa 780 milioni. L’attuale presidente, che potrebbe restare con una quota di minoranza, saluta con zero titoli e un pessimo rapporto con i tifosi
Anno nuovo, presidente nuovo. Aria di rivoluzione in casa Roma: il presidente James Pallotta sta infatti per cedere la mano a Dan Friedkin. Manca ancora l’ufficialità, ma la fumata bianca è vicinissima come confermato da un comunicato del club giallorosso che conferma lo stato avanzato della trattativa.

Ma chi è Dan Friedkin? Imprenditore texano di 54 anni, si trova al 187° posto tra i più ricchi d’America. E’ il principale distributore di Toyota negli Usa, ma il suo business racchiude anche altre attività come cinema con produzione di film e documentari (tra cui ‘The Square’ vincitore della Palma d’oro a Cannes 2017) e proprietà di alberghi a 5 stelle. Inoltre Friedkin ha ereditato dal papà Kenny la grande passione per gli aerei, quindi si dedica alla restaurazione di aeroplani d’epoca, guidati anche in prima persona. Appassionato di sport, nel 2017 provò a entrare nella Nba con l’acquisto degli Houston Rockets, ma la trattativa fallì pur diventando, attraverso la Toyota, partner commerciale della franchigia texana.
Ora l’affare Roma. L’era Pallotta è ormai (per restare in tema cinematografico) ai titoli di coda. L’imprenditore americano era entrato nel Cda nel 2011, poi nell’agosto 2012 divenne il 23° presidente della società giallorossa succedendo a Thomas Di Benedetto e ancora nel 2014 ottenne il totale controllo del club, acquistando le restanti quote di Unicredit, pari al 31%. Tuttavia l’eterna fase di stallo sul progetto del nuovo stadio, oltre a un rapporto pessimo con i tifosi, hanno spinto Pallotta a cercare nuovi soci. A James è stata infatti sempre mossa la critica di privilegiare l’aspetto economico legato alla costruzione del nuovo impianto rispetto agli obiettivi sportivi. E i zero titoli in bacheca sotto la sua presidenza parlano chiaro. Poi la gestione degli addii di Totti prima e De Rossi poi hanno fatto degenerare la situazione, con ripetute contestazioni in tutto il mondo e un’assenza prolungata dalla Capitale da ormai un anno e mezzo. Nel momento in cui era necessaria una ricapitalizzazione di 150 milioni, il numero uno giallorosso ha dato mandato a Goldman Sachs (una delle più grandi banche c’affari del mondo) di trovare soci disposti a coprire quella cifra. Ed ecco allora Dan Friedkin, deciso a investire in Europa. Tra le parti è stato raggiunto un accordo sulla valutazione del club: 780 milioni di euro da cui scalare i 270 di indebitamento più i 150 di ricapitalizzazione.
La Roma, sollecitata dalla Consob in quanto società quotata in borsa, ha confermato la fase avanzata della trattativa attraverso un comunicato. E non a caso il titolo a Piazza Affari ha subito preso il volo con un +9,6%. E’ presto per dire i cambiamenti che porterà Friedkin. Si vocifera di un possibile ritorno di Daniele De Rossi (attualmente al Boca Juniors) nel ruolo di dirigente. Più concreta l’ipotesi che il nuovo proprietario affiderà al quarto figlio Ryan, 30 anni, la gestione sportiva con una presenza fissa nella Capitale imparando il mestiere degli attuali dirigenti (Perachi e Fienga in primis) che, salvo colpi di scena, resteranno al loro posto. Intanto, mentre i cugini della Lazio con la recente vittoria della Supercoppa hanno superato la Roma in numero di trofei (16 a 15), c’è da ricordare che l’ultima coppa vinta dai giallorossi è datata 2008 e che la questione stadio a oggi è un grosso punto interrogativo. La vita per Friedkin non sarà quindi facile. Good luck.

Francesco Carci

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