venerdì, 19 Luglio, 2019

RomAfrica Film Festival mantiene le promesse

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Giunto alla sua quinta edizione, il RomAfrica Film Festival, mantiene le promesse iniziali continuando a raccontare l’Africa attraverso il suo cinema e a presentarne al pubblico italiano il meglio della produzione.

Quest’anno gli organizzatori hanno coinvolto 12 Paesi africani, mettendo in calendario 25 ore di proiezione in quattro giornate, con 10 lungometraggi, 22 corti e un documentario. Più una tavola rotonda e la consegna di svariati premi. Il Festival aprirà l’11 luglio all’Accademia d’Egitto (solo su invito) con un esordio in musica proposto dalla Cairo Opera House e dal Teatro San Carlo di Napoli. Seguirà la proiezione del film “Hepta – Sette stadi d’amore”, del regista egiziano Hadi El Bagoury, che sarà replicato il giorno dopo alla Casa del Cinema a Villa Borghese, in largo Marcello Mastroianni.

La Casa del Cinema, tradizionale sede del Festival, ospiterà le successive tre giornate della manifestazione. Tutte le proiezioni – sia all’interno sia all’aperto, dalle ore 15 a mezzanotte – sono a ingresso libero e fino a esaurimento posti. Tra gli ospiti, la direttrice dell’Accademia d’Egitto, Gihane Zaki; il distributore di “Hepta – Sette stadi d’amore”, Mohamed Ibrahim; il presidente del Luxor African Film Festival, Sayed Fouad; e poi ancora Hamid Basket, regista del film “Le silence des papillons”; il cast del film “Rwanda”; il distributore internazionale del film “Sofia”, Paolo Minuto; il distributore internazionale di “Farewell Ella Bella”, Francesca Manno, e il presidente della Roma Lazio Film Commission, Luciano Sovena.

Quest’anno gli organizzatori hanno allestito un programma con protagonista la donna africana. Prevista la proiezione di film intensi, come “Sofia” di Meryem Benm’Barek, che racconta la storia di un matrimonio riparatore fatto per interesse, e il sudafricano “Farewell Ella Bella”, della regista Lwazi Mvusi, dove il viaggio di una ragazza verso Johannesburg diventa un viaggio di riscoperta del proprio io. Con “Wulu”, opera del maliano Daouda Coulibaly, il protagonista entra nel mondo dello spaccio per riscattare la sorella dalla prostituzione e fare soldi facili, e infine “Rafiki”, di Wanuri Kahiu, che chiude il Raff 2019, affronta il tema dell’amore tra due ragazze in Kenya, all’interno di un contesto sociale ostile.

Accanto a questi film, il 12 luglio, dopo la proiezione di “Sofia”, il gruppo Bianco Nero e a Colori curerà una tavola rotonda dedicata alla multiculturalità ed etnicità al femminile, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dei media sul cinema al femminile in Italia e sul ruolo delle nuove italiane. Attorno al tavolo, le attrici Ira Fronten, Nadia Kibout e Maria de Sousa, insieme ad altre relatrici e relatori, partiranno dagli spunti offerti da “Sofia” per dibattere del ruolo della donna come emblema di una società in costante evoluzione sociale e culturale. Il programma prevede, inoltre, film di recente produzione in anteprima o inediti in Italia, grazie al contributo di partnership con il Festival Panafricain du Cinéma et de la Télévision de Ouagadougou (Fespaco), con il Luxor African Film Festival e con il Francofilm Festival di Roma. Oltre al documentario “Reaching Terminus”, è prevista anche un’ampia proiezione di corti, in parte selezionati dalla Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo (Copeam), che ha rinnovato la sua collaborazione con il Raff.

La giornata di sabato 13 luglio sarà arricchita, invece, dalle produzioni di giovani italiani di discendenza africana, a cura del Collettivo N, realtà artistica e sociale impegnata affinché l’odierno mondo variegato venga rispecchiato nelle produzioni cinematografiche.

Una commissione, domenica 14 luglio, premierà i migliori corti della sezione Collettivo N, per i quali ci sarà un riconoscimento speciale messo a disposizione dalla Rai, che anche quest’anno sostiene il Raff.

La serata di sabato 13 luglio vedrà infine l’assegnazione dei primi Italian Black Movie Awards. I premi – una novità assoluta – saranno consegnati a talenti di origine africana nell’industria audiovisiva italiana e intendono dare valore ad artisti, tecnici e alle altre professionalità del settore. Il premio è nato da un’idea dell’attrice Ira Fronten e conta sul sostegno di Roma Lazio Film Commission, RomAfrica Film Festival, Bianco Nero e a Colori, Asdli, Acmi, Giovanni Pallotta Gioielli.

Il Raff, direttore artistico Antonio Flamini, presidente Cleophas Adrien Dioma, direttore generale Domenico Petrolo, direzione editoriale Gianfranco Belgrano e Massimo Zaurrini, coordinamento organizzativo Cinzia Jannuzzo, è un progetto di Internationalia, Itale20, Le Réseau, Nina International ed è promosso da Eni; gode del Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Crescita Culturale; tra i media partner ci sono RAI – Radio Televisione Italiana, Africa e Affari e Africa Rivista. Gode inoltre del sostegno di Accademia d’Egitto, Roma Lazio Film Commission, Fondazione Cinema per Roma, Kanaga Adventure Tours, e aderisce al circuito festival Spazio Indie della Cna.

Redazione Avanti

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