martedì, 25 Febbraio, 2020

Romania, ballottaggio senza storia. Confermato Iohannis

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Non c’e’ stata storia nel ballottaggio di domenica scorsa per l’elezione del Presidente della Romania. L’uscente Klaus Iohannis con il suo 63% ha nettamente distanziato la sfidante, la socialdemocratica Viorica Dancila ferma al 37% . Sono state cosi’ confermate le previsioni della vigilia che davano Iohannis in notevole vantaggio. Del resto il rappresentante del Pnl( partito nazionale liberale) aveva avuto la strada spianata dalla nomina a Premier di Ludovic Orban leader dello stesso partito avvenuta un mese fa’ che aveva estromesso dal Governo proprio i socialdemocratici costretti alle dimissioni a causa del disimpegno dei partiti alleati.

Ma al di là dei numeri nettamente a favore di Iohannis è il significato politico di queste elezioni che merita attenzione. Infatti , e considerata la vicinanza dei Paesi del patto di Visegrad ciò è particolarmente significativo, la vittoria è andata a chi ha fatto dell’europeismo e della modernizzazione la sua battaglia mentre inutilmente la Dancila ha puntato sul sovranismo e sulla presa di distanza dall’Unione Europea. I socialdemocratici si portavano poi in eredità i numerosi scandali di corruzione che avevano contraddistinto gli anni del loro Governo e il tentativo di zittire la magistratura con una riforma che aveva forzatamente messo in pensione i magistrati scomodi. Clamorosa è stata la vicenda della magistrata Laura Kovesi, nominata a capo della nuova Anticorruzione Europea nel giugno di quest’anno dopo che il Governo allora socialdemocratico aveva tentato di tutto per evitare questa nomina da parte della Commissione europea cercando anche di incriminarla costruendo false accuse.

Anche su questi temi Iohannis aveva puntato nella sua campagna elettorale facendo della lotta alla corruzione uno dei suoi cavalli di battaglia. I romeni hanno con il loro voto premiato Iohannis che ha avuto anche la stragrande maggioranza dei consensi degli emigrati numerosi soprattutto in Germania e Austria. Un specie di normalizzazione a livello politico e istituzionale che ha consegnato la carica di Presidente della Repubblica e di Premier a esponenti dello stesso partito, cosa rara dai tempi della fine dell’era Ceauseuscu. E’ quello che ha fatto rilevare Klaus Iohannis ribadendo l’impegno a mantenere il ruolo attivo della Romania all’interno dell’Unione Europea come del resto dimostra la nomina recente, da parte del Governo Orban, del Commissario che ancora mancava per rendere attiva la nuova Commissione presieduta da Ursula van der Leyen.

Alessandro Perelli

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