sabato, 7 Dicembre, 2019

Romania, Klaus Iohannis verso il secondo mandato

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Non c’è l’ha fatta Klaus Iohannis al primo turno delle elezioni presidenziali in Romania di domenica 10 novembre. Il Presidente uscente è uscito con una rilevante percentuale di consensi, circa il 37% a spoglio non ancora ultimato ma ben lontano dalla maggioranza assoluta del 50% che gli avrebbe consentito di evitare il ballottaggio.

Al secondo posto con il 24% si è classificata Viorica Dancila la socialdemocratica già Premier dimissionaria e poi spodestata da Luvovic Orban, di centro destra, del Partito Liberale nazionale vincitore delle recenti elezioni legislative. Proprio sull’onda lunga delle elezioni parlamentari contava Iohannis per ottenere un successo più ampio che invece non ha raggiunto anche per la presenza di un altro candidato del centro destra Dan Barna, tecnocrate europeista che si è fermato al 13%. Un risultato, questo, sicuramente deludente rispetto ai sondaggi e alle aspettative che comunque ha inciso negativamente sulle dimensioni della vittoria di Iohannis e che permette alla candidata socialdemocratica di mantenere una speranza di affermazione per il ballottaggio del 24 novembre anche considerando il fatto che il suo consenso era previsto inferiore.

Si è mantenuto sotto il 10% il risultato di Mircea Diaconu, ex attore, che molti identificavano come la possibile sorpresa populista. Nelle due settimane che precedono il ballottaggio si potranno delineare le alleanze ma già fin d’ora si può prevedere una strada in discesa per Klaus Iohannis e per il suo secondo mandato. In Romania la figura e il ruolo del Presidente della Repubblica non è secondario essendo dotato di alcuni importanti poteri come quello del diritto di veto sulle leggi. E una delle riforme più importanti che il nuovo Governo di Orban dovrà affrontare sarà quella della giustizia anche in seguito ai numerosi episodi di corruzione anche giudiziaria che avevano colpito il precedente Governo a guida socialdemocratica. Una materia molto delicata in cui la sintonia tra esecutivo e Presidenza della Repubblica appare come necessaria per la promulgazione delle nuove normative. Un altro importante elemento della campagna elettorale di Iohannis come di Orban è stato la conferma della vocazione e dell’impegno europeista della Romania . Significativo è stato anche il fatto che il commissario europeo della Romania proposto dal nuovo Governo Orban sarà accettato dal Parlamento europeo mentre quello proposto dal Governo socialdemocratico era stato respinto bloccando di fatto il varo della nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen.

La conferma dell’adesione alla Nato della Romania, territorio strategicamente molto importante per l’alleanze atlantica, rende ancora più solide le relazioni internazionali del Governo e della Presidenza della Repubblica di centro destra. Il recupero per la socialdemocratica Dancila sarà particolarmente impegnativo a poca distanza dalle elezioni legislative che hanno visto la netta sconfitta del centrosinistra.

Alessandro Perelli

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