lunedì, 19 Ottobre, 2020

Romania pronta per il voto e per le estrazioni di gas dal Mar Nero

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In Romania è praticamente già iniziata la campagna elettorale per le elezioni parlamentari previste per il 6 dicembre. Il Paese sembra saldamente in mano ai liberali che esprimono sia il Premier Ludovic Orban (omonimo del Premier ungherese, ma al contrario di lui, europeista convinto) che il Presidente della Repubblica Klaus Johannis entrambi recentemente riconfermati. Attualmente il Governo è impegnato in Parlamento nell’approvazione del Bilancio e della nuova legge elettorale che permetterà, tra l’altro ai rumeni residenti all’estero, di votare per due giorni oltre a modifiche non sostanziali del sistema di voto. I sondaggi danno probabile, a poco più di due mesi dal voto, un rafforzamento dell’ attuale maggioranza che si basa su un accordo tra il Partito liberale nazionale e il Partito della minoranza ungherese. I socialdemocratici, all’opposizione pagano ancora gli errori commessi quando guidavano il Paese. Non a caso Orban ha voluto abbinare al voto politico del 6 dicembre un referendum per la lotta alla corruzione, male tutt’ora primario del Paese come ha rilevato l’organismo europeo che di occupa della diffusione della stessa e che tu uno dei principali capi di accusa contro la gestione socialdemocratica dell’esecutivo.il Paese è ancora impegnato nella lotta contro il dilagare della pandemia da coronavirus che ne fa uno dei più colpiti in Europa. Lo stato di allerta è stato prorogato di ulteriori trenta giorni mentre i contagi hanno assunto numeri preoccupanti. Questa situazione ha pesato negativamente anche sulla situazione economica abbassando le previsioni della crescita del PIL previsto per il 4% e creando preoccupazione per l’occupazione. Di nuovo e positivo c’è il fatto che sarà la Romania il primo Stato ad iniziare le estrazioni di gas naturale dal mar Nero grazie ad un investimento americano, gas che coprirà in una prima fase il 10% del fabbisogno nazionale. Investimento americano che rafforza ulteriormente gli ottimi rapporti con Donald Trump. Ed è in politica estera, infatti, che Orban e Johannis si muovono per promuovere la scelta filoatlantica del Paese. La Romania infatti con Polonia e Moldavia ha manifestato più volte solidarietà all’opposizione in Bielorussia e si sta impegnando all’interno dell’Unione Europea affinché siano decise sanzioni a Lukashenko. E proprio nei giorni scorsi e diventato il primo Paese ad avere un sistema missilistico terra- aria Patriot. Ciò è stato realizzato grazie all’apporto statunitense e della Nato nella regione del mar Nero, una risposta all’ avanzata della Russia in Crimea. Intervenendo a Cape Midia, base militare presso Costanza, dove è stato insediato il sistema missilistico, l’ambasciatore americano a Bucarest, Adrian Zucker lo ha definito una tappa fondamentale per la difesa della Romania e dei suoi alleati dalle minacce esterne. Questo succede in un Paese che sembra avere cancellate il ricordo del dittatore comunista Ceausescu, di cui peraltro ormai solo pochi e sparuti rumeni sentono la nostalgia.

Alessandro Perelli

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