lunedì, 3 Agosto, 2020

Rubrica: una nuova patria chiamata Europa. L’idea di Monnet

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 L’idea di Monnet convinse, quindi, il Ministro degli esteri francese Schuman che, il 9 maggio 1950, decise di coinvolgere il governo della Germania occidentale. Carbone ed acciaio, risorse strategiche, sarebbero state gestite attraverso la creazione di una comunità europea dotata di ampi poteri, derivanti da una parziale cessione di sovranità statale. 

Il Piano Schuman fin da subito, si dichiarò aperto all’adesione degli altri stati europei. Tra i primi ad aderire vi furono Belgio e Lussemburgo, possessori di rilevanti industrie del settore, e l’Italia

 I negoziati furono avviati nel giugno del 1950 a Parigi. Il 18 aprile 1951 si arrivò alla firma del trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). I Paesi firmatari furono sei: Francia, Germania dell’Ovest, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo. L’Alta Autorità per il carbone e l’acciaio, organismo dotato di ampi poteri che avrebbe gestito il funzionamento della CECA, si insediò in Lussemburgo nel 1952, sotto la guida di Jean Monnet. 

Sul finire del 1950, parallelamente alla costituzione della CECA, Monnet e i suoi collaboratori elaborarono un altro e più ambizioso progetto, questa volta riguardante la sicurezza comune degli stati europei. Lo stesso, diffuso pubblicamente durante un discorso dell’allora Primo Ministro francese René Pleven – da cui la denominazione di Piano Pleven – prevedeva l’istituzione di un esercito europeo. Questo progetto non ebbe un grande seguito all’interno dell’embrione unitario ma, già nell’estate del 1951, guadagnò il sostegno degli Stati Uniti. Caratteristica principale del costituendo esercito era lo scopo difensivo, originando così una vera e propria Comunità di Difesa Europea (CED). Nel maggio del 1952 il progetto venne concretizzato attraverso la predisposizione e la firma del trattato istitutivo naufragando, però, a causa della ritrosia da parte dei parlamenti nazionali.

Il fallimento della CED generò negli europeisti del continente delusione e disorientamento. Tra la fine del 1954 e l’inizio del ’55, lo stesso Jean Monnet, in vista della fine del suo mandato alla guida dell’Alta Autorità della CECA, si adoperò per creare un gruppo di pressione capace di far avanzare il processo di integrazione europea; quello che sarebbe stato il Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa. Il lungimirante sguardo di Monnet, infatti, si estendeva oltre il termine della sua vita. Egli, forse memore del Manifesto di Ventotene, aveva convenuto che, partendo dal presupposto dell’esistenza e del confronto di due super potenze economiche mondiali – USA e URSS-, l’Europa, per restare al passo, avrebbe dovuto evolversi.

 

Antonio Musmeci Catania

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