martedì, 1 Dicembre, 2020

Rugby, Azzurri a Firenze per un vero riscatto

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Italrugby riparte da Firenze, la culla del rinascimentale “calcio fiorentino”, mezzo football, mezzo rugby, tanto baruffa da strada, e comunque senza cuore robusto, gran fegato e molta incoscienza non lo pratichi.
Da Firenze per l’esordio in questa Autumn Nations Cup 2020, new entry tra le competizioni dell’Emisfero Nord, che annovera le compagini del Sei Nazioni includendo “pezzi di altro” come Georgia e Fiji.
Due gironi, l’Italia inserita nel B, con Scozia, Fiji e Francia, in successione in un calendario distanziato di una settimana. Le prime due in Italia, appunto Firenze quindi Ancona e, infine, Stade de France a Parigi.
Scozia e Fiji, pare, siano alla portata degli Azzurri, diciamo se la possono almeno giocare, mentre la Francia è, ancora, un boccone troppo coriaceo da sgranocchiare.
Ma già da domani, diretta tv ore 13,45 Canale 20 e in live streaming sulla piattaforma SportMediaset.it, contro una Scozia zoppa per l’assenza di pezzi importanti ma gasata dall’affermazione contro il Galles, in Galles!, si chiede agli Azzurri di fare un ulteriore passo avanti rispetto all’ultima sconfitta contro gli inglesi ma che ha lanciato segnali di unità e orgoglio da troppo tempo assenti.
Giacché ci siamo, si chiede anche di riscattare l’ultimo vergognoso match contro gli scozzesi, febbraio 2020 a Roma, che con una prestazione da principianti sono comunque riusciti a imporre un umiliante diciassette a zero, senza attenuanti, ai nostri.
Il riservato Smith, pare, abbia affrontato la questione di petto e agito nel solo modo sensato e possibile. Esaminandosi intorno, rimescolando le carte, ha allargato il bacino di raccolta.
Come? Ma pescando audacemente da un’effervescente Under20 Azzurra, classe 1999 e 2000, che diverse soddisfazioni si è tolta a guida Roselli.
I “ben pensanti” sono sconvolti con tanti “ragazzotti” tutti insieme sul manto erboso ma il pensiero è incompiuto.
Il doveroso e coraggioso ricambio effettuato dal taciturno Smith, sebbene non abbia ancora portato, sia un piano di gioco particolarmente convincente, sia l’agognata vittoria, ha prodotto sfacciataggine, sfrontatezza, audacia, confidenza, peculiarità ormai svanite nel nostro rugby. Insomma tutta roba che solo degli adolescenti possono darti e che fa tanta rima con rugby.
Gli innesti effettuati con giovane linfa, dando piena fiducia a Garbisi, Trulla, all’esordio dal primo minuto, e Mori, mette pressione a chi era convinto del posto assicurato.
Smith ha decretato che non ci sono maglie facili o “riservate”, sì, insomma un po’come gira dalle sue parti.
Ma altre novità sono pronte a venire come il diciannovenne talentuoso Stephen Edward Lorenzo Varney, italo-gallese di professione mediano di mischia in prima squadra a Gloucester, pronto al primo cap dalla panchina, o il fondamentale rientro, per ora in panchina, del “vecchietto” Leo Ghiraldini lontano dai campi da diciotto mesi e senza “vincoli” societari ma prezioso in questa nursery. Due generazioni a confronto.
Tutto aspettando i tempi burocratici per includere “nella rosa” giocatori del calibro di Ioane e Faiva e magari qualcun altro lodevole di azzurro (leggi, perché no, due schegge come Pierre Bruno e Ange Capuozzo).
In Azzurro le gerarchie sono cadute, sono finiti i tempi delle deroghe, delle “auto convocazioni”, delle esclusioni, dei pregiudizi, che non siano dettate da reali motivi tecnici o tattici, o delle estromissioni anagrafiche? Pare.
Niente più figli e figliastri ma ciò che conterà è: chi è in forma gioca.
Insomma, pare, si sia introdotto “il merito”, sostantivo o aggettivo, che in Italia è pressoché estraneo nelle alternative.

 

Il segnale è netto, senza precedenti, in questi termini, e si spera irreversibile.
Questo spronerà i ragazzi delle franchigie, permit player compresi, a fare sempre meglio e pensando all’azzurro con i giusti stimoli, ormai scomparsi, con una crescita di tutto il rugby italiano.

Troppa euforia per così poco? Forse sì ma non è vietato sognare che le scelte di questo discreto e “timido” sudafricano, siano la medicina giusta per guarire ora il nostro rugby da una cronica patologica apatia con uno sguardo al futuro.

Solo il campo potrà fare la diagnosi partendo, appunto, già da subito contro la solita scomoda Scozia nella città del trisavolo del rugby. Almeno pare!

 

I XV IN CAMPO
15 Minozzi; 14 Trulla, 13 Zanon, 12 Canna, 11 Bellini; 10 Garbisi, 9 Violi; 8 Polledri, 7 Steyn, 6 Negri; 5 Cannone, 4 Lazzaroni; 3 Zilocchi, 2 Bigi (c),1 Fischetti. All. Smith.
A disposizione 16 Ghiraldini, 17 Ferrari, 18 Ceccarelli, 19 Meyer, 20 Mbandà, 21 Varney, 22 Allan, 23 Mori.

 

15 Hogg, 14 Graham, 13 Harris, 12 Johnson, 11 van der Merwe, 10 Weir, 9 Price,
8 Thomson, 7 Watson, 6 Ritchie, 5 Gray, 4 Cummings, 3 Fagerson, 2 McInally, 1 Sutherland All Townsend
A disposizione 16 Turner, 17 Kebble, 18 Nel, 19 Skinner, 20 Haining, 21 Hidalgo-Clyne, 22 Lang, 23 Kinghorn

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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