lunedì, 10 Agosto, 2020

Rugby: azzurri senza indugi per battere la scozia

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blankIn cinquantacinquemila sugli spalti dello Stadio Olimpico di Roma per la terza giornata del Sei Nazioni di rugby che si disputerà sabato (diretta DMAX) con fischio di inizio ore 15,15. Settemila volati dai luoghi più sperduti della lontana Scozia con pacchetti “tutto compreso” dove il rugby non è poi così centrale giacché permettono di sciropparsi un delizioso mix di caldo sole mediterraneo, culture romane e fragranti trattorie plebee, a questi andategli a spiegare perché la Georgia ci dovrebbe sostituire nel Torneo, ma la fetta grossa del pubblico sarà a spingere gli Azzurri con il fermo proposito di non essere ancora i testimoni dell’ennesima disgraziata sconfitta nel Guinness Sei Nazioni. Una striscia avvilente e infinita quella italiana, mai nessuno prima in duecento anni di storia del Torneo, con ventiquattro incontri persi consecutivamente pari a cinque lunghi anni di astinenza.

Sebbene, Franco Smith, ritenga la vittoria solo uno degli aspetti dell’idea di “crescita” anche mentale, dove si dovrà arrivare a concepire che vincere o perdere non è la fine del mondo, la sua eventuale conferma alla guida della Nazionale e altri mille questioni passano proprio dal risultato che otterrà contro la Scozia, fra l’altro, per anni “ciambella di salvataggio” per le varie Italia naufragate.
Seppur suggestiva la filosofia lungimirante per cui il discorso legato alle prestazioni e a quanto possiamo migliorare, a prescindere dai risultati ottenuti, è una strada che non attecchisce in Italia poiché la gente è stregata non dal come ma dal quanto.
Gli Azzurri avranno di fronte il solito arduo ostacolo da oltrepassare che fa del tradizionale orgoglio e fierezza il cuore del loro rugby.
Nelle due precedenti partite, sia inglesi, sia irlandesi, mica roba da salesiani, ne hanno avuto tangibile prova trovandosi invischiati in una fittissima ragnatela.
La Scozia, ancora a zero vittorie come gli Azzurri sebbene con due punti di bonus, non vorrà farsi sfuggire una così ghiotta occasione e farà la Scozia. Sarà arrembante, corpulenta, rissosa.
Per vincere contro i “Cardi” di Townsend, il Capo Allenatore che senza troppe remore ha escluso dalla “rosa” l’indubbio talento di Finn Russell e non per motivi tecnici bensì puramente etici, superare la squadra di capitan Hogg, servirà qualcosa di più, evitare di farsi inghiottire dal loro bellicoso disegno, sottrarsi dal paludoso terreno di gioco.
Nessun indugio nel presentarsi differenti rispetto le attese, inventarsi soluzioni, di gioco e mentali: Osare cercando assolutamente cose nuove avendo il coraggio di sbagliare.
L’Italia non dovrà scimmiottare gli scozzesi, essere “liberamente” imprevedibili potrà dire essere vincenti.
Questa è la vera sfida per Smith e il suo staff, la gara nella gara per gli tutti Azzurri.
Potranno gli Azzurri spuntarla? Perché no dopotutto siamo italiani e inventare “arrangiandoci” è nel nostro DNA.

COSI’ IN CAMPO
blank15 Jayden Hayward, 14 Mattia Bellini, 13 Luca Morisi, 12 Carlo Canna, 11 Matteo Minozzi, 10 Tommaso Allan, 9 Callum Braley, 8 Abraham Steyn, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Niccolò Cannone, 4 Alessandro Zanni, 3 Giosué Zilocchi, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti HC Franco Smith
A disposizione: 16 Federico Zani, 17 Danilo Fischetti, 18 Marco Riccioni, 19 Marco Riccioni, 20 Dean Budd, 21 Giovanni Licata, 22 Guglielmo Palazzani, 23 Giulio Bisegni

blank15 Stuart Hogg, 14 Sean Maitland, 13 Chris Harris, 12 Sam Johnson, 11 Blair Kinghorn, 10 Adam Hastings, 9 Ali Price, 8 Magnus Bradbury, 7 Hamish Watson, 6 Jamie Ritchie, 5 Scott Cummings, 4 Ben Toolis, 3 Zander Fagerson, 2 Stuart McInnaly, 1 Rory Sutherland HC Gregor Townsend
A disposizione: 16 Frazer Brown 17 Allan Dell, 18 Willem Nel 19 Grant Gilchrist, 20 Matt Fagerson, 21 George Horne, 22 Rory Hutchinson, 23 Byron McGuigan

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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