venerdì, 20 Settembre, 2019

Rugby: Azzurri zero possibilità contro l’Inghilterra

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A Newcastle termina 37 a zero il quarto e ultimo match degli Azzurri in preparazione alla Coppa Del Mondo nipponica con partita inaugurale il 20 settembre a Tokio.
Match di esordio dell’Italia il 22 settembre contro la Namibia a Osaka.

Un’altra pesante sconfitta è giunta confermando il profondo solco, un baratro, che divide il nostro rugby con quello delle prime dieci del Mondo. Il rendiconto dei quattro test di avvicinamento al mondiale è largamente negativo, più per l’approccio ai match che non ai risultati numerici finali.

Purtroppo non deve illudere il parziale di 9 a zero che ha portato le squadre negli spogliatoi dopo i quaranta minuti del primo tempo.

E’ parso che l’Inghilterra abbia inscenato una sorta di “giochetto”, come il gatto fa con il topo. Ha concesso di far giocare gli Azzurri e quindi, quando nella seconda parte di gara ha stabilito di “mangiarseli”, ha tirato fuori gli artigli e ha fatto un sol boccone.

Gli uomini di Jones, ampiamente in grado di gestire tutti i momenti, ha diviso in due l’incontro. Difensivo il primo, offensivo , è come lo è stato, il secondo. L’aumento di ritmo inglese è stato fatale per le sorti della partita rendendoli dilaganti. D’altronde loro sono la terza nel Mondo e più di un osservatore qualificato li giudica probabili vincitori dell’imminente kermesse iridata.

Quali certezze o nuove indicazioni avrà tratto lo Staff Azzurro non è facile saperlo. La solita prestazione monca pari a un tempo con una buona la difesa, a volte un po’ indisciplinata, che non ha concesso mete, dignitosamente ordinata la manovra a tratti con un’insolente accenno di reazione tanto da sfiorare la meta con Benvenuti dopo 4 minuti non riuscendo a concretizzare ben 24 fasi a ridosso dell’area inglese. Fra gli osservati speciali, onesta la partita di Fabiani, non sempre nei pensieri di O’Shea, bene Braley, in campo dal primo minuto, che voleva e doveva dimostrare, in Terra natia, di essere un buon “metronomo”, sfoggia una discreta “confidenza” sicuramente superiore rispetto a Tebaldi e Palazzani, i due mediani di mischia, che fanno parte del gruppo per il mondiale. Ma se all’ex capitano dell’Under 20 inglese si affiancasse in regia Hayward potrebbe portare ulteriore spinta allo spostamento dell’ovale? La permanenza di Tuivaiti nel gruppo va al di là della sua prestazione essendo legata dalla decisione di portare Ghiraldini in Giappone.

Gli Irlandesi hanno molto in comune con il carattere poetico italico. Il commento di fina partita di Conor O’Shea racchiude tutta la sua visione della situazione a volte onirica visto che poche volte provata dal campo: “La vita a volte è strana: perdere 37-0 fa molto male, ma se avessimo mostrato questa intensità una settimana fa a Parigi contro la Francia le cose sarebbero andate diversamente. Continuo a essere convinto che chi batterà l’Inghilterra, in Giappone, sarà la squadra che vincerà il Mondiale” e chiosa il CT di Italrugby, “Capisco che possa suonare singolare, ma ci sono molte cose che hanno funzionato oggi sul campo, in particolare nel primo tempo, anche se alcuni errori di esecuzione ci sono costati cari in attacco” ha proseguito O’Shea.“Nella ripresa l’Inghilterra ha mostrato una buona difesa da rimessa laterale, ma la squadra ha avuto il giusto approccio, lo spirito che vogliamo vedere. Abbiamo fatto un passo avanti importante dalla settimana passata, ora inizia la guerra sportiva che abbiamo preparato così a lungo. Pensiamo solo a Namibia e Canada, sono il nostro prossimo obiettivo”.
Probabilmente, questo gruppo di azzurri dichiarato “la migliore Italia di sempre” con la capacità di battere anche il Sud Africa e accedere ai quarti, ci sta nascondendo qualcosa. Probabilmente, facendo tattica, non sta mostrando al “Mondo” le vere credenziali.
Domani Parisse e compagni voleranno a Tokyo e, da lì, raggiungeranno Sugadaira quartier generale azzurro per ultimare la lunga preparazione estiva. Ormai è mondiale e, nella terra di Ufo Robot, siamo tutti in attesa della grande trasformazione. Saranno alabarde spaziali?

Inghilterra v Italia 37-0 (9-0)

Marcatori: p.t. 4’ c.p Farrell (3-0); 19’ c.p. Farrell (6-0); 40’ c.p. Farrell (9-0); s.t. 45’ m. Youngs tr. Farrell (16-0); 53’ m. Marchant tr. Farrell (23-0); 69’ m. Genge tr. Farrell (30-0); 75’ m. Watson tr. Farrell (37-0)

15 Anthony Watson, 14 Ruaridh McConnochie, 13 Joe Marchant, 12 Piers Francis, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell (c) 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Mark Wilson, 6 Tom Curry, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Jamie George, 1 Joe Marler
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ellis Genge, 18 Kyle Sinckler, 19 Charlie Ewels, 20 Matt Kvesic, 21 Willi Heinz, 22 George Ford, 23 Joe Cokanasiga

15 Jayden Hayward, 14 Mattia Bellini, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Benvenuti, 11 Edoardo Padovani, 10 Carlo Canna, 9 Callum Braley, 8 Jimmy Tuivaiti, 7 Abraham Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd (c), 4 David Sisi, 3 Simone Ferrari, 2 Oliviero Fabiani, 1 Nicola Quaglio
A disposizione: 16 Federico Zani, 17 Andrea Lovotti, 18 Marco Riccioni, 19 Federico Ruzza, 20 Alessandro Zanni, 21 Maxime Mbanda, 22 Guglielmo Palazzani, 23 Tommaso Allan

Arbitro: Ben O’Keeffe (New Zealand)

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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