giovedì, 14 Novembre, 2019

Rugby: Il tifone Hagibis livella Italia e All Blacks

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Troppo rischioso, niente da fare l’Organizzazione della Coppa del Mondo di rugby ha tratto la non semplice ma inevitabile decisione di cancellare dal calendario i confronti previsti per sabato a Toyota City e Yokohama. Il mega tifone Hagibis, classificato categoria 5 con venti a oltre 250 chilometri orari e piogge torrenziali, si sta dirigendo decisamente sul Giappone sud orientale. Le regioni di Tokyo, Yokohama, e Toyota City saranno colpite in modo pesante, il tifone più importante per dimensioni e forza dell’anno in corso, con interruzione dell’energia elettrica e blocco del traffico.

E’ una questione di sicurezza. Niente Inghilterra – Francia ma non ci sarà neanche l’atteso Italia – All Blacks. Salomonicamente uno zero a zero a tavolino e due punti per squadra. Supporter rimborsati al cento per cento.
Tutti accontentati? Non proprio. Delle quattro squadre coinvolte dalla disposizione sportiva-meterologica, in virtù di questo risultato, solo gli Azzurri chiudono la loro rassegna iridata. Inghilterra, Francia e Nuova Zelanda proseguono il percorso mondiale essendosi qualificate ai “quarti”

Per l’Italia, terza nel girone B con ben 12 punti, ci sarebbe voluto veramente un fragoroso exploit. La formula era battere con bonus mete gli All Blacks, relegandoli di fatto fuori dalla kermesse iridata.
Un risultato in sostanza divino. Della serie non mettere limiti alla provvidenza, come rispose il parroco del mio paese al compimento del novantesimo anno a chi brindando gli augurava “altri cento di questi giorni”.

Fra gli Azzurri, a parte l’ennesima “non qualificazione” ai quarti,anche reazioni scomposte con ira e lacrime per non aver potuto competere contro gli All Blacks.
Molti veterani potrebbero non avere più questa occasione, diversi giovani avrebbero voluto misurarsi con i “loro idoli”. Insomma chi avrebbe chiuso e chi avrebbe aperto la carriera in grande stile.

Giocare contro gli All Blacks, questo è il sogno. Affrontare i “Tutti neri” è come fare da spalla ai Rolling Stones, come annaffiare le rose che coltiva Gianfranco Giustina o montare a neve gli albumi della pasticceria di Iginio Massari. In qualche modo sei protagonista ed è il ricordo massimo della tua vita agonistica e non solo. Diventa il “io c’ero!” assoluto.
Incantevoli e insuperabili. Il risultato finale non è accessorio perché è molto probabile la tua squadra venga sommersa da una valanga di mete e tu ne esca gonfio e livido come poche volte ti succederà ma sai, comunque, di far parte di qualcosa di grande che ti chiede di andare oltre alle tue possibilità psico-fisiche. Lo stimolo è superare la soglia della perfezione conscio che anche questo non ti garantisce il successo.
Perché è sempre veramente arduo trovare un punto debole nel rugby neozelandese che possa ribaltare ogni pronostico. Forse solo un mega tifone può darti la possibilità di poter affermare di non essere stato calpestato dagli All Blacks.

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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