lunedì, 30 Marzo, 2020

Rugby: Italia contro Scozia la vetrina degli orrori

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Anche una Scozia mediocre, per ampi spazi degli ottanta minuti anche peggio di mediocre, incerottata, passa comodamente all’Olimpico. Una super opportunità che gli italiani non hanno neanche cercato di cogliere. Diciassette a zero è, invece, il risultato finale assegnando la sconfitta numero venticinque nel Torneo ma soprattutto il secondo match, su tre disputati dall’inizio di questo 6 Nazioni 2020, senza marcare un solo punto.
Sotto il cielo terso di Roma, complessivamente proprio quella che si può definire una brutta partita. Ottanta minuti di caotiche deformità da entrambe le parti, con l’Italia mai padrona del timone, con ritmi blandi e subbuglio imperante. Le due compagini hanno dato origine a una recita talmente deprimente che in alcuni momenti è parsa una ”scapoli contro ammogliati” tanto da poter legittimare una “class action” con richiesta rimborso collettivo del biglietto. Le apprensioni facciali di Smith e Townsend, i due “allenatori” delle squadre, e le disinteressate “ola” sugli spalti ad avvallare quanto scrivo.
Unici veri lampi a squarciare lo scadente grigiore in mezzo al campo le accelerate offensive di Hogg, una di questa madre della prima meta che con tre finte in venti metri di corsa ha ubriacato quattro azzurri, il puntiglioso lavoro a terra scozzese sempre vincente e una mezza fuga isolata, poco lucida e altrettanto incerta, di Bellini finita nel nulla. Poco altro degno di appunto.
Pare, ormai il dubbio è una certezza, che nulla riesca a rivitalizzare la maglia azzurra.
E’ un’Italia, indefinita, confusa, remissiva, non performante, spuntata. Quasi senza grandi ambizioni, priva di mezzi tecnici e della sfrontatezza mentale necessaria nonostante si immoli fisicamente. Minozzi contuso, Bigi occhio pesantemente pesto, Riccioni con trauma cervicale e stimabile il riutilizzo nei prossimi giorni, Lazzaroni frattura occipitale con rientro al club.
Una squadra chiaramente incapace di giocare la palla sotto pressione avversaria. Unica nota nelle corde sono brevi e ravvicinati fraseggi alla mano da destra a sinistra, inadatti al pur minimo avanzamento, troppo elementari perché impensieriscano e sempre facili prede dei”cacciatori” avversari. Abbiamo giocatori di esperienza, apprezzati nel Pro14 e nel massimo campionato inglese, ma che stranamente in Azzurro non sanno gestire questo tipo di partite. Diventano quasi inadeguati al tipo di gioco che bisognerebbe proporre nelle sfide ad alta intensità.
E liberare la mente pensando di poterci far trovare pronti, al mondiale francese? Magari eliminando quel “pizzico” di approssimazione che impermea il nostro rugby, facendo anche tabula rasa anticipando il turn over inserendo, da ora, qualche “ragazzotto” della Under20 (Garbisi, Mori, Varney prima che lo scippi il Galles, Albanese), e investendo massicciamente su di un forte staff di esperti. La Francia insegna!

 

COSI’ IN CAMPO

15 Jayden Hayward, 14 Mattia Bellini, 13 Luca Morisi, 12 Carlo Canna, 11 Matteo Minozzi, 10 Tommaso Allan, 9 Callum Braley, 8 Abraham Steyn, 7 Sebastian Negri, 6 Jake Polledri, 5 Niccolò Cannone, 4 Alessandro Zanni, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti. HC F. Smith
In panchina: 16 Federico Zani, 17 Danilo Fischetti, 18 Marco Riccioni, 19 Marco Lazzaroni, 20 Dean Budd, 21 Giovanni Licata, 22 Guglielmo Palazzani, 23 Giulio Bisegni

15 Stuart Hogg, 14 Sean Maitland, 13 Chris Harris, 12 Sam Johnson, 11 Blair Kinghorn, 10 Adam Hastings, 9 Ali Price, 8 Magnus Bradbury, 7 Hamish Watson, 6 Jamie Ritchie, 5 Scott Cummings, 4 Ben Toolis, 3 Zander Fagerson, 2 Stuart McInally, 1 Rory Sutherland, HC G.Towsend
In panchina: 16 Fraser Brown, 17 Allan Dell, 18 Willem Nel, 19 Grant Gilchrist, 20 Matt Fagerson, 21 George Horne, 22 Rory Hutchinson, 23 Byron McGuigan

Arbitro: Ben O’Keeffe
Marcatori: 23′ m. Hogg, 48′ m. Harris , 79′ m. Hastings tr. Hastings
Cartellini gialli: 70′ Zani

 

Rugbyingclass di Umberto Piccinini

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