martedì, 1 Dicembre, 2020

Rugby: la Scozia sconfigge una buona Italia

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A Firenze arriva un’altra sconfitta per il rugby azzurro. Vi chiederete qual è la novità? La novità è che, a differenza di tante, troppe volte, il rammarico è sincero per il risultato al termine di una gara dove ancora a venti minuti dalla fine vi erano i presupposti per trionfare e, invece, la vittoria è andata agli scozzesi per 17 a 28.
Un peccato davvero perché i ragazzi di Mr.Smith sono stati veramente bravi ad addomesticare l’iniziale sicurezza di vittoria degli avversari. Poi, agli Azzurri, è venuta meno la forza psico-fisica di chiudere la partita facendosi prendere da “ansia di prestazione”, per dirla come Mr. Smith pensando più al tabellino che non a quanto c’era da fare con l’ovale, e di conseguenza sbagliando qual cosina più del dovuto.
E’ vero, ribadiamo, non è arrivata l’affermazione ma, allo stesso tempo, non possiamo esimerci dal riconoscere le costanti evoluzioni, partita dopo partita che trasmettono fiducia.
Per ben oltre un tempo, gli Azzurri hanno divertito promuovendo un rugby dinamico, effervescente, pressante. Possiamo dire ineccepibili tanto da inebetire gli scozzesi che non si aspettavano uno scenario di questo tipo.
La mischia è solida, disciplinata tanto da accartocciare gli otto scozzesi. Fischetti è una furia nel cacciare palloni e stoppare velleità rivali, Cannone e Lazzaroni invalicabili, Negri uno spacca sassi nelle sue percussioni e JJ Polledri conferma le qualità superiori. Ma anche i trequarti sono “vivaci” e dimostrano buona attitudine. Il triangolo allargato, Minozzi, Bellini e il debuttante Trulla, vent’anni, s’intendono, in mediana Violi che torna ai suoi livelli e Varney, diciannovenne italo-gallese, alla sua prima apparizione con la maglia azzurra “dei grandi”, lo sostituisce da vero campioncino. La doppia “regia” Garbisi-Canna gira bene, magari da migliorare il gioco al piede e ne hanno le capacità. Garbisi, che si vuole erede di Dominguez, se proprio dobbiamo fare dei paragoni, pare più un Orwell Farrell, per gestualità, sicurezza nelle giocate e naturale leadership in mezzo al campo.
L’Italia c’è, la Scozia sbigottita e confusa, da questa “banda di ragazzini” non riesce a dar fiato alle cornamuse.
Da manuale la meta di Minozzi, che in veloce risposta alla realizzazione di Van der Merwe schiaccia nell’angolo, marchio di fabbrica, un’azione corale supportata e ideata da Zanon, Violi e Bellini. Ed è il segnale che l’Italia c’è.
A fine primo tempo è 11 a 7 per gli italiani.
I secondi quaranta minuti la Scozia parte a testa bassa e la butta nel caos, arma a loro congegnale, nella maul avanzante da touche, e fiondando la cavalleria pesante, come Duhan Van der Merwe man of the match, verso la linea di meta.
Gli Azzurri perdono anche Polledri per infortunio, gli scongiuri sono d’obbligo in attesa del verdetto medico, e accusano, si disuniscono, svanisce la necessaria concentrazione e il risultato finale è più duro di quanto dica il gioco sul terreno.
Ma questa Italia ha qualcosa in più, è in atto una mutazione e lo si afferra da come sfidano gli avversari, da come si sostengono fra di loro. Ogni pallone conquistato, ogni azione performante, ogni spinta vincente è motivo per incoraggiarsi, incitarsi con pacche appassionate come fosse un trionfo. Si toccano, si abbracciano, si fiutano, i ragazzi di Smith. Esattamente come “un branco di lupi” al rientro dalla caccia, lo ha definito la stampa inglese.
La scrittrice Harper Lee disse: “Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.”
Ripartiamo da qui e cortesemente si abbia pazienza senza addossare la croce del risultato a tutti i costi a questi impavidi ragazzi che sapevano di poter essere sconfitti ma non si sono dati vinti.

 

I XV IN CAMPO

Minozzi (26′-38′ st Allan); Trulla, M. Zanon (15′ st Mori), Canna, Bellini; Garbisi, Violi (15′ st Varney); Polledri (28′ st Mbandà), Steyn, Negri (9′ st Meyer); Cannone, Lazzaroni; Zilocchi [15′ st Ceccarelli), Bigi [7′ st Ghiraldini), Fischetti (26′ st S. Ferrari). All. F. Smith.

 

Hogg; Graham [26′ st Kingborn), Harris, Johnson [29′ st Lang), D. Van der Merwe; Weir, Price (32′ st Hidalgo-Clyne); Thomson, Watson, Ritchie (13′ pt Haining 21′ st Skinner); J. Gray, Cummings; Z. Fagerson (26′ st Nef), Mc Mal ly [21′ st Turner), Sutherland [16′ pt Kebble). All. Townsend.
Arbitro: Pearce (Inghliterra) – ottimo l’arbitraggio
Marcatori: T e 1B’ cp Garbisi, 24′ m. Van der Merwe tr. Weir, 26′ m. Minozzi; st 3′ cp Garbisi,10′ m. Fagerson tr. Weir, 21′ cp Garbisi, 2T m. Cummings tr. Weir, 37′ m. Turner tr. Weir.
Calci: Garbisi 4/5 (con 1 palo), Weir 4/4.
Note: esordio per Trulla (2000) e Varney (2001). Infortunio a Polledri
Classifica ANC girone B: Scozia 5; Fiji*, Francia*, ITALIA O.
• Francia Fiji non disputata per positività Covid giocatori figiani
Calendario: Sabato: ITALIA-Fiji [Ancona, ore 13.45 in forse leggi sopra).
Domenica: Scozia-Francia.

 

Rugbying Class di Umberto Piccinini

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