mercoledì, 13 Novembre, 2019

Rugby: Les Bleus ancora troppo forti per l’Italia

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Si gioca a rugby ma su due pianeti diversi. La cronaca è realmente superflua e così si potrebbe sintetizzare il match che allo Stade de France di Parigi ha visto soccombere gli Azzurri contro una Francia smisuratamente insubordinata ma estremamente essenziale, ruvida e di grande sostanza. I francesi hanno menato come dei forsennati giocando a lunghi tratti il loro rugby champagne. Ci hanno piegato facilmente, che fossimo in doppia superiorità numerica o no, hanno avuto gioco facile imponendosi largamente, oltre il 47 a 19 finale, conquistando la vittoria principalmente nell’atteggiamento. Era la partita che, da entrambe le parti, doveva dimostrare, dare conferme. E sono arrivate.

Ieri, infatti, questa Italia senza trama, molle, confusa, insicura e a tratti un po’ masochista, ha fatto affiorare ataviche carenze in tutto il loro splendore. Sì ma la Francia non è la Russia. Sì questo si sapeva e non scagiona da uno spettacolo triste che speravamo non poter più rivedere ma ci accorgiamo che i tempi per una crescita, un progresso da tempo annunciato da Conor O’Shea sono lunghi. Troppo. Chi si appella alla diversa “motivazione” in campo non ha niente a che fare con questo sport. Nel rugby, che tu sia nel campetto dell’oratorio o alla finale della Coppa del Mondo, lo stimolo, la determinazione, la voglia di vittoria, è sempre la stessa. Un giocatore di rugby è orgoglioso di natura e non molla mai. Non a caso il punto segnato oltre la linea si chiama “meta”. E’ un obbiettivo da conquistare individualmente o collettivo, quando poi indossi la maglia della tua nazione la responsabilità si moltiplica all’infinito. I francesi, oltre che cercare di strappare un voucher personale per il Giappone, hanno esaltato l’essenza dello spirito di squadra e di appartenenza. L’Equipe, il quotidiano sportivo francese, si limita a definire Parisse e compagni: “une médiocre équipe nationale italienne“. Credo non ci sia necessità di traduzione. Insomma lo stesso aggettivo qualificativo usato dallo staff italiano, sempre sottolineando il massimo rispetto, nei confronti della Russia.

Per qualità, in filosofia, s’intende la descrizione di una o più proprietà, contingenti o permanenti, riferite al modo d’essere di un ente.
Sarebbe inutile fare nomi da colpire o salvare. Non che non ci siano stati momenti di luce ma sempre e solo per isolati lampi individuali come la meta del “buon” Polledri. Certo è che Tebaldi non era nella miglior serata e le sue incertezze in regia hanno influito ma anche lo stesso Parisse, a parte sporadici colpi di indubbia qualità, oltre i cinquanta minuti di gioco si trascinava un po’ per il campo mentre l’onnipresente Picamoles, omologo di ruolo, ha trascinato i suoi come un forsennato per l’intera partita. Magari il “capitano” si poteva sostituire, magari deve smaltire il lavoro fatto in Valsugana. Magari anzi sarà certamente così.
Venerdì a Newcastle contro l’Inghilterra ultimo test per poi partire verso la Coppa del Mondo in Giappone.
O’Shea dice di andarci con la “migliore Italia di sempre” … ma se questa è la “meglio gioventù” per dirla alla Marco Tullio Giordana.

FRANCIA – ITALIA 47-19 (19-7 p.t)
15 Maxime MÉDARD, 14 Yoann HUGET, 13 Sofiane GUITOUNE, 12 Wesley FOFANA, 11 Gaël FICKOU, 10 Romain NTAMACK, 9 Antoine DUPONT, 8 Louis PICAMOLES, 7 Yacouba CAMARA, 6 Wenceslas LAURET, 5 Romain TAOFIFÉNUA, 4 Arthur ITURRIA, 3 Rabah SLIMANI, 2 Camille CHAT, 1 Jefferson POIROT. HC: Jacques BRUNEL

A disposizione: 16 Guilhem GUIRADO, 17 Cyril BAILLE, 18 Emerick SETIANO, 19 Felix LAMBEY, 20 François CROS, 21 Baptiste SERIN, 22 Virimi VAKATAWA, 23 Thomas RAMOS.
15 Jayden HAYWARD, 14 Mattia BELLINI, 13 Michele CAMPAGNARO, 12 Luca MORISI, 11 Matteo MINOZZI, 10 Tommaso ALLAN, 9 Tito TEBALDI, 8 Sergio PARISSE, 7 Jake POLLEDRI, 6 Abraham STEYN, 5 Federico RUZZA, 4 Alessandro ZANNI, 3 Marco RICCIONI, 2 Luca BIGI, 1 Simone FERRARI. HC: Conor O’SHEA
A disposizione: 16 Federico ZANI, 17 Andrea LOVOTTI, 18 Tiziano PASQUALI, 19 Dean BUDD, 20 Sebastian NEGRI, 21 Guglielmo PALAZZANI, 22 Carlo CANNA, 23 Tommaso BENVENUTI.
Marcatori: 3′ meta Huget (F); 20′ meta Bellini (I), tr Allan (I); 24’ meta tecnica (F), 31’ Chat meta (F), tr Ntamack (F), 44’ meta Dupont (F), tr Ntamack (F), 46’ meta Iturria (F), tr Ntamack (F); 51’ meta Polledri (I), tr Allan (I); 59’ meta Taofifénua (F), tr Ntamack (F); 67’ meta Bellini (I); 74’ meta Ramos (F), tr Ntamack (F)
Arbitro: Matthew Carley (Inghilterra)
Ammoniti: 18′ Picamoles (F), 22′ Slimani (F), 24’ Bellini (I)

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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