sabato, 8 Agosto, 2020

Rugby: Sei Nazioni ovvero quando una palla ovale è storia

0

E da stasera sarà Sei Nazioni edizione numero 20. La kermesse ovale con più storia in assoluto, sospesa solo da due drammatici conflitti mondiali, con più folclori, leggende e commistioni fra vita quotidiana e imprese sportive, idiomi diversi fra le partecipanti. Perché se per noi è il Torneo Sei Nazioni, che ci “ospita”dal 2000, diventa Nations Championship per gli anglosassoni, Tournoi des six nations fra i vigneti dello champagne e del bordeaux, Comórtas na Sé Náisiún nelle verdi vallate irlandesi, Pencampwriaeth y Chwe Gwlad nei pub e nelle sagrestie dei villaggi del carbone gallesi e Na Sia Nàiseanan nelle alte terre della cornamusa dove la capitale Edimburgo è ritenuta una città “inglese” ed il gaelico scozzese è ancora lingua popolare. Per decenni vecchi rancori e questioni di orgoglio etnico si sono risolti in ottanta minuti nel mezzo di un campo delimitato da due grandi acca e con una palla di cuoio ovale in mano … rispetto alla palla in mano almeno il regolamento lo prevede. Un’attesa sempre crescente, quasi in dissolvenza e ha inizio esattamente nel momento in cui un torneo termina. Ma non è solo poesia. Guinness è il nuovo sponsor, subentra alla Royal Bank of Scotland, con un accordo economico sensibilmente inferiore rispetto al precedente, la cifra si aggira intorno a 9 milioni di Euro in meno a stagione, e per una manifestazione con milioni di “seguaci” in tutto il mondo, filo rosso che ha sportivamente cucito i due emisferi del globo, e con una macchina organizzativa pesante i diritti che le broadcasting corporations pagano profumatamente diventano vitali ed è il palinsesto televisivo detta il calendario. Girano cifre da capogiro, sicuramente inconcepibili per un Paese calciodipendente come l’Italia, con sei zeri e diverse centinaia davanti. La BBC si è assicurata i diritti sino al 2025 sganciando la bellezza, mal contati, di 290,000,000 di GB Pound che convertiti con il cambio attuale si aggirano intorno a 330 milioni di Euro. Distribuendo in “subappalto” diffonderà le immagini in 200 diverse nazioni, in Italia in chiaro su DMAX Canale 52, mettendo così davanti allo schermo un paio di decine di milioni di telespettatori. Alla faccia degli accordi Brexit. Per il Sei di Nazioni di Rugby 2019, detto da molti fra i più incerti per la vittoria finale anche se poi equilibrio e pathos sono di casa nel Torneo sin da quando se lo cantavano e suonavano fra britanniche, le “danze” si aprono fra qualche ora con Francia e Galles in “notturna” a Parigi. Quindi, la prima giornata, riprenderà nel pomeriggio di domani con la sfida che più ci riguarda fra Scozia Italia e a seguire il match clou con Irlanda Inghilterra a Dublino, considerata una sorta di finale anticipata, e i padroni di casa favoriti dal pronostico.
Pro e contro delle partecipanti:
GALLES: Sono l’araba Fenicie del rugby per questa caratteristica di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. I talenti nascono in silenzio come i funghi nel sottobosco e loro i teen-agers, diversamente da altre nazionali, non hanno paura a buttare letteralmente nelle mischie. La grinta, la tecnica e i cori del Millennium potrebbero riservare belle sorprese. Sinceramente una sterlina potrei giocarmela sulla vittoria finale
FRANCIA: Stanno ancora cercando se stessi. Presi singolarmente sono fenomeni allo stato puro ma, da alcuni, anni non riescono a ripetere le gesta collettive del gioco champagne che ha incantato il Mondo. Il campionato tanto faticoso e l’arrivo di troppi giocatori dall’emisfero sud, in ruoli chiave, possono essere causa.
INGHILTERRA: Hanno il campionato più bello e logorante fisico-mentale del Mondo e con i neozelandesi condividono il più ampio parco giocatori di alto livello. L’istrionico Eddie Jones, Head Coach, ha riportato le “Rose” all’altezza che li compete, terzi nel ranking, e può contare su diversi rientri da infortuni mancati per diversi mesi. Nell’Olimpo possono sconfiggere qualsiasi avversario e viceversa. Non è detto possano rischiare tutto per tutto in questo Sei Nazioni con l’inizio della Coppa del Mondo a sei mesi.
IRLANDA: Campioni in carica con Gran Slam nel 2018, seconda nella classifica ranking mondiale ad un passo dai mitici All Blacks che hanno battuto chiaramente negli ultimi test novembrini. Segni particolari, killer instinct, capacità di lettura delle fasi di gioco da film fantascientifico, due computer in cabina di regia come Sexton e Murray, avanti e pacchetto di mischia inossidabile e mobilissimo, trequarti come nella tradizione estramente chirurgici. Toglierli il titolo non sarà semplice;
SCOZIA: La guida di Vern Cotter gli ha portati al settimo posto nel ranking con recenti importanti vittorie come contro il Sudafrica e l’Australia e gli odiati inglesi. La cocciutaggine le gambe Hogg, lo stravagante coraggio di Russel non che la leadership di Greig Laidlaw fanno di loro un non facile cliente a cominciare da domani per Parisse e compagni
ITALIA: Si presenta a questa edizione con un rullino di marcia non invidiabile, visto gli ultimi diciassette match persi ininterrottamente ma con il favore del calendario che vede tre partita romane. Il dato statistico, legato alle sconfitte, che avrebbe sfiancato l’umore di chiunque tranne l’inossidabile ottimismo di Conor O’Shea certo che la strada percorsa dal team Azzurro è quello giusto e dove le scelte prese fanno parte di un progetto a lungo che porterà ai risultati sperati. In questi termini si è espresso anche ad Edimburgo nel comunicare la formazione che domani scenderà in campo. Contro la Scozia, squadra letteralmente rinata portandosi al settimo posto del ranking mondiale contro il quindicesimo italiano, conferma l’ossatura che da tempo ha nel taccuino e l’infermeria gli ha accordato, con la sola novità dell’esordio di David Sisi, anglo italiano e altre cose ancora, in seconda linea, il rientro di Parisse e lo spostamento all’ala di Campagnaro che permette l’inserimento a centro di Luca Morisi in copia con Castello. Altre possibilità forse erano possibili, anche auspicabili, ma squadra che vince non si cambia.

Così in campo al Murrayfield di Edimburgo(diretta tv DMAX) calcio inizio 15,15
Scozia: 15 Stuart Hogg; 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Sam Johnson, 11 Blair Kinghorn; 10 Finn Russel, 9 Graig Laidlaw; 8 Ryan Wilson, 7 Jamie Ritchie, 6 Sam Skinner; 5 Grant Gilchrist, 4 Ben Toolis; 3 Willem Nel, 2 Stuart McInally, 1 Allan Dell.
a disposizione 16 Jake Kerr, 17 Jamie Bhatti, 18 Simon Berghan, 19 Gary Graham, 20 Josh Strauss, 21 Ali Price, 22 Adam Hastings, 23 Chris Harris
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Angelo Esposito 13 Luca Morisi, 12 Tommaso Castello, 11 Michele Campagnaro, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse, 7 Abraham Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 David Sisi, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
a disposizione 16 Luca Bigi, 17 Cherif Ttaoré, 18 Tiziano Pasquali, 19 Federico Ruzza, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Ian Mckinley, 23 Edoardo Padovani.

Rugbyng Class di Umberto Piccinini 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply