lunedì, 26 Ottobre, 2020

Russia, divieto per Naval’nyj di lasciare Mosca

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Continua la repressione in Russia. Pochi giorni fa, il principale oppositore di Putin, Aleksej Naval’nyj è stato indagato per diffamazione e non potrà allontanarsi dalla città di Mosca.
Secondo la procura russa, Naval’nyj avrebbe diffuso informazioni “false” e “oltraggiose per l’onore e la dignità” di un ex combattente della Seconda guerra mondiale che si era espresso, in una trasmissione televisiva, a favore del plebiscito popolare che ha garantito a Putin i pieni poteri, a tempo indeterminato.
Il blogger e attivista per i diritti umani, Naval’nyj è stato interrogato dal Comitato investigativo, nello stesso tempo sono stati perquisiti gli uffici della Fondazione anti-corruzione da lui creati.
Le perquisizioni negli uffici, nonché nelle abitazioni private di Naval’nyj, sono avvenute senza che ne fossero stati resi noti i motivi, con il chiaro intento di intimorire chi dissente dalla linea del governo russo.
In altri termini, prosegue il clima di intimidazione nei confronti delle opposizioni democratiche al potere autoritario rappresentato da Putin e dal partito di governo, Russia Unita.
Gli strumenti giudiziari utilizzati per colpire chi non si allinea ai desiderata del Cremlino, arrivano a poche settimane da un’importante scadenza elettorale. Infatti, nel mese di settembre si svolgeranno le elezioni regionali.
In questo senso, l’obbligo di dimora nella capitale, impedisce a Naval’nyj di viaggiare nelle regioni, portando avanti la strategia del “voto intelligente” contro i candidati espressione del governo.
Il “voto intelligente” è una piattaforma che, tramite un software in grado di studiare i big data, suggerisce quale candidato abbia le maggiori possibilità di sconfiggere elettoralmente il rappresentante di Russia Unita, nelle diverse circoscrizioni.
Questo sistema ha portato a dei risultati incoraggianti nel voto per le elezioni municipali a Mosca, svoltesi nel settembre del 2019.
In quell’occasione Russia Unita ha perso un terzo dei voti, nonostante l’esclusione di Naval’nyj e dei candidati dell’opposizione dalle consultazioni.
Dopo l’arbitraria esclusione, nel luglio dello scorso anno, di tutte le candidature indipendenti, l’opposizione era scesa in piazza per otto fine settimana consecutivi.
Le manifestazioni sono state guidate dalla collaboratrice di Naval’nyj, Ljubov Sobol, avvocato della Fondazione anticorruzione e membro del “coordinamento dell’opposizione russa”.
Alla luce di questo, si comprende la mossa giudiziaria che limita la possibilità del leader dell’opposizione di fare campagna elettorale nell’intera Russia e mostra la preoccupazione del Cremlino rispetto ad una situazione economica, sanitaria e sociale in grave peggioramento in tutta la Federazione Russa.
L’inchiesta contro Naval’nyj è portata avanti dal Comitato investigativo russo, un corpo federale che segue i Grandi Crimini. Se giudicato colpevole, Naval’nyj rischia una multa fino a un milione di rubli e più di duecento ore di servizi sociali.
Nel frattempo, prosegue la raccolta delle firme per presentare i candidati dell’opposizione nelle prossime elezioni di settembre.
Si ha la chiara sensazione che la mossa giudiziaria che limita gli spostamenti del blogger anti-corruzione, difficilmente riuscirà a fermare un movimento di opposizione che reclama libertà, democrazia e Stato di Diritto nell’intera Russia. Nonostante la sproporzione evidente tra i mezzi a disposizione del regime e la forza dell’opposizione.

Paolo D’Aleo

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