martedì, 14 Luglio, 2020

Russia: i medici lanciano l’allarme e Putin fa retromarcia

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Anche il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin cede alle richieste delle istituzioni sanitarie. Nel giorno con più contagi per il Paese eurasiatico, 163 in 24 ore, lo zar dell’era moderna ha ammesso che la Russia “non può isolarsi e impedire che il virus penetri il suo territorio”. Tra le prime decisioni prese spicca il rinvio del referendum sulla riforma costituzionale fortemente voluta dal Cremlino.

In un raro discorso alla nazione tenuto dalla residenza di Novo Ogarevo, Putin ha invitato i cittadini, senza dichiarare lo stato d’emergenza e senza mai citare le restrizioni di movimento, a tenere comportamenti responsabili e stare a casa. Con una mossa che puzza di populismo, il Presidente ha incaricato il Governo di aumentare fino al 15% l’aliquota fiscale sui capitali russi depositati in conti esteri e offshore e introdurre una tassa del 13% sui redditi derivati da depositi bancari e titoli azionari, in modo di deviare i rubli ottenuti nella lotta contro il Coronavirus.

Inoltre, Putin ha deciso di bloccare i lavoratori dei settori non essenziali, con la garanzia dello stipendio pagato. Non chiuderanno centri commerciali, parchi, banche, farmacie e supermercati. Probabilmente Mosca farà decidere agli enti federali se varare o meno misure di isolamento sul modello italiano.

Denis Protsenko, primario del Kommunarka, l’ospedale fuori Mosca impegnato maggiormente nella lotta al Covid-19, ha avvertito che la Federazione Russa andrà in contro ad una situazione simile a quella in corso in Italia.

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