martedì, 20 Agosto, 2019

Russiagate, ancora una volta decide la Procura di Milano

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Come trent’anni fa parte tutto da Milano, da quella procura. Ieri il procuratore capo di Milano Francesco Greco a chi gli chiedeva se avranno la necessità di sentire il vicepremier Matteo Salvini nell’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega ha risposto seccamente di no. Le “indagini sono complesse, lunghe, laboriose e internazionali” spiega ancora Greco.
A rimandare tutto (si pensa ormai a settembre) e a fare stemperare gli animi di un’estate che si annunciava più rovente di quanto previsto per gli scandali e le rivelazioni di un’inchiesta firmata dal giornalista Nardelli ci pensa la magistratura. Ma si tratta di Pm che vanno aldilà del Rubicone, così come ricordato da Greco nella commemorazione del collega e amico Walter Mapelli, a proposito degli scandali del Csm “il mondo della magistratura è stato travolto da ‘logiche romane’ che non appartengono ai magistrati del Nord e che ‘ci ha lasciato sconcertati e umiliati'”.
Nel frattempo è giusto ricordare che i tempi saranno inevitabilmente lunghi sia per gli accertamenti bancari che sono già in corso, sia per raccogliere tutto il materiale necessario.

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