venerdì, 15 Gennaio, 2021

Ryanair continua a cavalcare l’antipolitica. Di Lello (Psi): «Campagna offensiva»

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Ryanair-Pubblicità

Nuova pubblicità, nuova indignazione. Il recente sponsor di Ryanair, la compagnia low cost irlandese cui piace provocare e deridere la politica italiana, dopo aver utilizzato i volti di Silvio Berlusconi e Renata Polverini, questa volta prende di mira il Parlamento italiano. Il colosso di Michael O’Lear, per sponsorizzare voli a prezzi scontatissimi questa volta si prende gioco del delicato impasse politico-istituzionale in cui versa l’Italia, proponendo uno slogan che riproduce un’aula del Parlamento con la domanda provocatoria: «Perché non andate tutti a casa o dove vi pare?». L’espressione “andare tutti a casa” è oramai abusata da Beppe Grillo in questi mesi caratterizzati da violente invettive contro la politica e i suoi rappresentanti. Lo slogan di Ryanair – che sembra essere una sorta di endorsement al movimento del comico genovese – non è piaciuto ad alcuni onorevoli. In particolare, il deputato socialista Marco Di Lello l’ha definita «un’offesa grave» contro il Parlamento italiano e i suoi membri.

DI LELLO (PSI): GRAVE OFFESA – «È inaccettabile che una compagnia straniera, sovvenzionata troppo spesso e indebitamente da molte Regioni d’Italia, possa fare campagne pubblicitarie così offensive, magari pagate con fondi pubblici, e che rischiano di creare incidenti diplomatici nei rapporti di amicizia tra l’Italia e l’Irlanda» ha spiegato l’onorevole socialista. «Dovremmo seriamente pensare – ha proseguito Di Lello – come governo e Parlamento di proteggere di più le compagnie nostrane, al pari di quanto fanno gli altri Paesi europei o di pretendere la stessa reciprocità in casa loro quando vettori stranieri vogliono ottenere diritti di operare dall’Italia». Il deputato ha inoltre auspicato l’intervento dei Presidenti delle Camere, nonché le scuse ufficiali da parte del vettore irlandese. Di Lello ha poi invitato il ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera a effettuare i dovuti controlli per verificare «se questi vettori low cost operano correttamente e rispettano tutte le norme fiscali entrate recentemente in vigore».

LE PRECEDENTI PROVOCAZIONI – Pochi anni fa Ryanair aveva in più occasioni utilizzato, come testimonial inconsapevole, l’allora premier Silvio Berlusconi, mentre lo scorso settembre, nel pieno dello scandalo della Regione Lazio aveva scelto l’immagine dell’ex governatore Renata Polverini. In quello slogan l’ex presidente veniva presentata come «massaia risparmiatrice»: il fotomontaggio raffigurava la donna in versione casalinga con ciabatte, secchio e strofinaccio, lanciare lo slogan: «Ora basta! Volate tutti con Ryanair e spendente di meno».

Silvia Sequi

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