domenica, 15 Settembre, 2019

Salario minimo. Nencini: “Non è né di Di Maio né del Pd”

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Luigi Di Maio presenta il programma per le europee del Movimento 5 Stelle. Poca Europa e tanta Italia, anzi un’occasione per attaccare il suo alleato di governo Matteo Salvini. Di Maio parla un po’ di tutto, come suo solito. Sparge dati, ottimismo a piene mani regalando speranza a tutti. Nessuno escluso, riprendendo il qualche modo il concetto dell’anno meraviglioso lanciato dal presidente del Consiglio Conte.

Di Maio vuole il salario minimo ma non disdegna la flat tax, a patto che non aumenti l’Iva. Sul salario minimo è particolarmente insistente: “Il salario minimo è nel contratto di governo, ma anche nei programmi elettorali di Lega e Pd. Quindi sia Lega che Pd devono spiegarmi perché non votano il salario minimo”, dice il ministro dello Sviluppo Economico. “Non credo che la Lega arriverà a tanto anche perché il salario minimo, che mi chiedono le imprese per evitare il dumping, era nel contratto di governo “, ha aggiunto il capo politico del M5s.

Gli risponde in un tweet il senatore del Psi Riccardo Nencini: “”La prima proposta di salario minimo fu avanzata e sottoscritta nel 2013 da Bersani Nencini e Vendola in nome della coalizione Italia Bene Comune. La primogenitura non è né di Di Maio né del Pd”.

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