sabato, 22 Febbraio, 2020

SALE IL PIL, MA È STAGNAZIONE

0

Sale il Pil. Ma è ancora stagnazione. I dati del Pil italiano nel terzo trimestre del 2019 infatti vedono una piccola risalita pari allo 0,1% rispetto al secondo trimestre e dello 0,3% su base annua. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che per la quarta volta consecutiva il prodotto interno lordo del nostro Paese mostra una crescita in termini congiunturali pari a un decimo di punto. A livello tendenziale, invece, il rialzo dello 0,3%, è il più alto dal terzo trimestre del 2018.

Prosegue la fase di sostanziale stagnazione – “Nel terzo trimestre del 2019 il Pil registra per il quarto trimestre consecutivo una dinamica congiunturale debolmente positiva (stabilmente pari allo 0,1%), che porta a un incremento dello 0,3% in termini tendenziali e ad una crescita acquisita per il 2019 pari allo 0,2%. I dati più recenti confermano quindi la persistenza di un quadro di sostanziale stagnazione dell’economia italiana dall’inizio del 2018”, scrive l’Istat nel commento al dato preliminare sul Prodotto interno lordo del terzo trimestre.

Giù agricoltura, lievi aumenti industria e servizi – Nel terzo trimestre l’Istat rileva “un calo dell’attività per l’agricoltura e contenuti aumenti del valore aggiunto reale per l’industria e per l’insieme del terziario”. Dal lato della domanda, spiega l’Istituto di statistica, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

Per quanto riguarda l’inflazione, il tasso della crescita annua dei prezzi ad ottobre resta pari allo 0,3%, lo stesso livello di settembre, che è il più basso da novembre del 2016. Due le tendenze, evidenziate, dall’Istat. Da una parte la flessione dei prezzi dei beni energetici regolamentati (luce e gas); d’all’altra i rincari sul fronte dei servizi per i trasporti (soprattutto aerei). Per l’Istat nel complesso ottobre conferma “il quadro debole dell’inflazione in Italia”.

I dati Istat sul lavoro vedono la disoccupazione in salita. Anche quella giovanile, calano gli occupati. I dati Istat relativi al mese di settembre 2019 fotografano una situazione poco incoraggiante per il mercato del lavoro. A settembre il tasso di disoccupazione è tornato a crescere, attestandosi al 9,9%, dal 9,6% di agosto (+0,3 punti). Una percentuale inferiore solo a Grecia (16,9% a luglio 2019) e Spagna (14,2%), segnala Eurostat. L’incremento è più corposo tra i giovani (15-24anni), dove il tasso stimato sale di 1,1 punti percentuali, portandosi al 28,7%. Anche in questo caso l’Italia è fanalino di coda nell’Unione Europea, davanti solo a Grecia (33,2%) e Spagna (32,8%).

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply