domenica, 23 Febbraio, 2020

Salerno val bene una messa

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Proprio ieri, in un incontro che ha confermato l’adesione al partito di un Sindaco e di alcuni consiglieri comunali liguri, uno di loro mi ha salutato così: ‘Riccardo, Salerno val bene una messa. Noi torniamo a casa’. Aveva ragione. Si trattava di una pattuglia di amministratori di provenienza Pd e civica. Stessa provenienza i sindaci e gli amministratori abruzzesi, siciliani, campani, molisani, toscani che hanno aderito nei mesi scorsi al Psi e saranno con noi a Salerno. Un bel numero, finalmente.
Al contrario, dicono che non parteciperanno al congresso un pugno di compagni – circa una ventina di membri del Consiglio Nazionale su 325 – che nel corso dei mesi, per taluni si tratta invece di anni (segnatamente dalla composizione delle liste elettorali del 2013), si sono posti in opposizione alla segreteria nazionale. Avevano anticipato la presentazione di una loro candidatura alla segreteria che poi non è arrivata (temo non siano state raccolte firme sufficienti, sempre le stesse peraltro – il 15% – salvo a Venezia). Hanno formato un fronte unico con Franco Bartolomei prima di dividersi – c’era chi dialogava con la sinistra radicale, e infatti poi vi ha aderito, chi occhieggiava al Pd, chi puntava a una posizione autonoma – e ora stanno costituendo comitati per il NO alla riforma costituzionale, comitati per il SI al referendum sulle trivelle, minacciano di non essere a Salerno. Dicono di voler restare nel partito, ma assumono da tempo posizioni al di fuori del partito. Del referendum autunnale, ad esempio, discuterà il congresso, ma loro hanno già deciso.

La maggioranza del gruppo non partecipa da mesi a riunioni di segreteria e di direzione nazionali, ma fa il controcanto evitando costantemente il confronto. Contesta le procedure sul tesseramento, ma chi di loro partecipa alle riunioni lo vota. Bene. Lo ripeterò fino alla noia: il congresso è aperto, vi partecipi anche chi non intende votare la mozione presentata, venga a dire la sua, dia una mano nella campagna elettorale per le elezioni amministrative; se ha una visione diversa, un progetto diverso, venga a parlarne. Avrà diritto di cittadinanza anche negli organi del partito. L’unica posizione che non si può tenere è quella del limbo permanente.

Riccardo Nencini

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