giovedì, 18 Luglio, 2019

Salone del libro, dentro i testimoni dei Lager non i fascisti

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Non poteva che essere così, il diritto di parola agli eredi della dittatura infangava il buon nome di una città, di un manifestazione culturale e soprattutto della storia (ancora oggi messa in discussione) dei campi di sterminio.
Nella notte è stato smontato lo stand della casa editrice fascista AltaForte.
Sergio Chiamparino e Chiara Appendino in diretta Facebook hanno annunciato la decisione tutta politica, come ha precisato il presidente della Regione Piemonte, di tenere Altaforte fuori dal Salone del Libro. “È una scelta politica di cui ci assumiamo tutta la responsabilità – hanno spiegato – non potevamo permettere che certe ideologie entrassero in un Salone fortemente orientato ai temi dell’antifascismo vista anche la coincidenza del centenario dalla nascita di Primo Levi”. “Ogni mediazione non è stata possibile — ha aggiunto Chiamparino — e io dico comprensibilmente.
Bisognava scegliere se lasciare fuori dal Lingotto Halina Birenbaum, testimone dell’Olocausto, che deve tenere una lezione agli studenti, e stare dentro con chi ne nega l’esistenza: un’opzione inaccettabile per la storia democratica di Torino, del Piemonte e dell’Italia”.
Subito i ringraziamenti alle istituzioni e al Salone da molti esponenti del mondo ebraico e anche da Paolo Paticchio, presidente del Treno della Memoria: “Questa è una scelta che fa bene al Paese e al suo dibattito. Noi siamo e saremo sempre dalla parte di tutti i nostri valori costituzionali e per questo ci battiamo. Un paese che ha conosciuto il dramma dei fascismi deve prendere posizione chiara contro un movimento che minaccia di stupro una donna, che subisce condanne della cassazione che chiudono delle loro sedi, che semina odio e incita alla guerra tra ultimi e penultimi”.
“È stato un attacco a Matteo Salvini e a me, siamo stati censurati”, risponde Francesco Polacchi, editore della casa editrice di destra e vicina a Casa Pound Altaforte che è stata esclusa ieri sera dalla fiera libraria. “Ci muoveremo legalmente contro il Salone del Libro (e decideremo con gli avvocati se muoverci anche contro Regione e Comune) per questa decisione. Comunque sabato mattina presenteremo a Torino il libro di Altaforte sul ministro dell’Interno. Evento a cui abbiamo invitato tutti coloro che ci hanno espresso solidarietà: da Feltri a Sansonetti”.

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