venerdì, 19 Luglio, 2019

Salone del Libro. Nencini, no ad ‘Aventino della Cultura’

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Dal 9 al 13 maggio Torino torna ad essere la città dell’editoria con il Salone Internazionale del Libro di Torino. Ma quest’anno si parla di Torino e di questo evento soprattutto per le polemiche nate a causa della presenza di una casa editrice vicina a CasaPound, non solo ma l’editore diventa cassa di risonanza per la campagna elettorale permanente del Capo del Viminale. Questa casa editrice infatti pubblica anche il libro di Matteo Salvini. Dopo la notizia la polemica e la lista delle defezioni che comprende il saggista Carlo Ginzburg, Zerocalcare, gli scrittori Salvatore Settis, Roberto Piumini e Tomaso Montanari, il collettivo Wu Ming.
“Io invece al Salone del Libro di Torino andrò, eccome se andrò. Non solo perché c’è la mia casa editrice e ci sono i miei libri. Andrò perché l’Aventino della cultura temo non produca effetti positivi. Andrò per manifestare contro idee corrosive della libertà e della civiltà. Andrò perché credo nel confronto. E andrò, infine, sperando che all’editore che si è dichiarato fascista non si faccia più pubblicità indiretta. Ne ha avuta fin troppa”. Così Riccardo Nencini, senatore e Presidente del Cn del Psi.
Nel frattempo il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e la sindaca di Torino Chiara Appendino danno mandato di denunciare Francesco Polacchi, l’editore di AltaForte, la casa editrice vicina a CasaPound, per apologia di fascismo. “Alla luce delle dichiarazioni sul fascismo rilasciate a mezzo stampa e attraverso emittenti radiofoniche dal signor Francesco Polacchi (“io sono fascista”, “l’antifascismo è il vero male di questo Paese”, ecc.) ritengono il rappresentante della casa editrice Altaforte e la sua attività professionale nel campo dell’editoria estranee allo spirito del Salone del libro e, inoltre, intravvedono nelle sue dichiarazioni pubbliche una possibile violazione delle leggi dello Stato”.

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