venerdì, 4 Dicembre, 2020

Salute delle adolescenti, strumento etico a parte

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<<Una svolta per la salute delle adolescenti>> questa la premessa dell’Agenzia Italiana del Farmaco che dal giorno 10 Ottobre ha “liberalizzato” l’utilizzo della pillola dei 5 giorni dopo.

Grazie alla decisione assunta dall’AIFA alle ragazze minorenni sarà facilitato l’acquisto dell’ulipistral acetato (EllaOne), esentandole dall’obbligo di prescrizione medica.

«Si tratta di uno strumento altamente efficace per la contraccezione d’emergenza per le giovani che abbiano avuto un rapporto non protetto, entro i cinque giorni dal rapporto, – afferma il direttore generale dell’Agenzia, Nicola Magrini – ed è anche, a mio avviso, uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze. Voglio sottolineare che si tratta di contraccezione di emergenza e che non è un farmaco da utilizzare regolarmente».

 

Il farmaco in oggetto, dal 2017, è stato inserito nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, come parte dei programmi di accesso ai farmaci contraccettivi.

Secondo l’OMS le gravidanze dei teenager sono un importante indicatore di sviluppo di una società, più è evoluta e meno deve aumentare. Per tale ragione, al momento dell’acquisto in farmacia, l’EllaOne sarà accompagnato da un foglio informativo che avrà lo scopo di promuovere una contraccezione informata. 

Inoltre, al fine di evitare un uso inappropriato della contraccezione di emergenza, l’AIFA svilupperà un sito ad hoc con informazioni ed indicazioni approfondite sulla contraccezione.

Il senno del poi

A questa lodevole iniziativa informativa, però, si contrappone la naturale irragionevolezza degli adolescenti. E’ dunque normale porsi il problema, ma una giovane coppia che ha avuto rapporti non protetti leggerà con attenzione quanto loro dato, sia esso cartaceo o informatico?

La responsabilità, però, non è certo dei giovani italiani, ma di famiglie, scuola e politica. Tre elementi chiave del modello democratico che hanno abdicato a ruoli educativi e di attenzione in favore del laisser faire.

Rare le famiglie attente ed aperte ad affrontare le questioni sessuali, ancor più rare le scuole pubbliche e le classi dove si pratica una consapevole e preventiva educazione sessuale.

La politica…assente sotto molti fronti.

Solo il cellulare, attraverso i porno, mostra come avvengono i rapporti sessuali, ma non come dovrebbero avvenire. L’età degli spettatori, inoltre, si è considerevolmente abbassata.

 

Sono in aumento le malattie a trasmissione sessuale, a metterlo nero su bianco è l’Istituto Superiore di Sanità.

Se prendo la pillola, sono protetta dalle malattie sessualmente trasmesse? Alcune ragazze sono convinte che assumendo la pillola anticoncezionale siano al riparo dalle infezioni sessualmente trasmesse: questo è assolutamente falso! La pillola anticoncezionale non ha nessuna capacità di ostacolare il contagio di batteri o virus con cui si può venire a contatto attraverso rapporti sessuali non protetti.

Una diffusa, ipocrita e puritana ignoranza sul tema del sesso ha più volte richiesto l’intervento del servizio pubblico radiotelevisivo affinché fosse detto ai giovani italiani di sesso maschile di utilizzare il contraccettivo , anche nei casi di sesso orale.

Mentre le avanguardie regionali del Paese hanno concesso ai giovani maschi contraccettivi a prezzi agevolati, su modello delle più moderne realtà nazionali europee, nel nostro Paese si mette a rischio la salute delle adolescenti.

La comunicazione pubblica fa il resto, facendo passare messaggi ambigui e sbagliati.

 

Parliamo di sesso sicuro, non di strumenti etici.

Non si discutono le intenzioni, ma, i fatti.

Manca una politica sanitaria tesa alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

E’ assente una idea di istruzione pubblica che racconti e spieghi i rapporti sessuali con gli annessi pericoli, che non si riducono certamente alla possibilità di restare incinta.

Mancano le famiglie, troppo incentrate sui bisogni dei genitori e meno sui figli.

Qualcosa manca, ma non la pillola.

 

Antonio Catania Musmeci

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