martedì, 24 Novembre, 2020

Salvare la salute, l’economia, il lavoro

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La fase che doveva essere caratterizzata dalla ripresa comincia male. La seconda ondata della pandemia, prevista senza che si sia provveduto a contrastarla apprendendo dagli errori della prima, è arrivata con la riapertura delle scuole che sono state messe in sicurezza ma non così o a sufficienza i trasporti. I provvedimenti del Governo hanno ignorato la flessibilità chiesta
dalle Regioni e le scelte di buon senso proposte dalla maggioranza dei Presidenti a cominciare dal nostro non dissimili da quello del Veneto, per citare un diverso orientamento politico, ma diverse da quello della Campania dove esiste una situazione molto diversa che non può essere estesa al resto d’Italia. Chiudere ristoranti, palestre, piscine e teatri dopo che avevano speso
soldi per adeguarsi alle normative di prevenzione è una scelta incomprensibile e sbagliata che offende i sacrifici di coloro che si sono impegnati in tal senso.

 

Al tempo stesso non risolve ma aggrava la condizione di prospettiva di migliaia di lavoratori del settore che non dispongono di sufficienti o nulle protezioni sociali. Si può e si deve differenziare gli orari di accesso alla scuola per alleggerire gli affollamenti nei trasporti ed usare la DAD solo per le superiori, altrimenti si alimenta solo la dispersione scolastica ed i problemi delle famiglie. Se nel merito si piange, a meno che non intervengano correttivi, nel metodo non si ride. I DPCM a cadenza settimanale hanno stravolto il senso di una democrazia partecipata, in cui società civile e società politica collaborano al fine della costruzione delle scelte che ci riguardano come cittadini demandando ai parlamentari di “riunirsi a parlamento” invece di essere il semplice avvallo di misure decise in sede di Cts, vero organo esecutivo. Partire da analisi approssimative sulla diffusione della seconda ondata può determinare conseguenze
disastrose non tanto per un ritardo nella uscita dalla pandemia, che avverrà, ma per la sfiducia che gli italiani attribuiranno ad un governo che non è stato all’altezza dei suoi compiti e dei suoi doveri. Insieme si sconfiggono tutti i mali, non solo sanitari, che il Covid ha portato.
Per queste ragioni, che non sono il processo alle intenzioni di questo o di quello ma il giudizio su quello che è stato fatto, che non è stato fatto o si poteva fare meglio ci attestiamo con un appello all’ascolto delle ragioni di tutti e del coraggio di scegliere secondo le situazioni date, non secondo generalizzazioni assurde o immotivate. Per unire il Paese e per mobilitare ogni persona per farlo rinascere secondo le proprie capacità, sapendo che se muoiono le due gambe che fanno camminare l’Italia, il Lavoro e l’Impresa, non ci sarà futuro. Per tutti. E’ oggi che “un passo avanti” è necessario per la nostra terra e la nostra gente, l’Emilia-Romagna.

 

I Socialisti Colli bolognesi di ponente

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