venerdì, 15 Novembre, 2019

STRAGE IN MARE

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La triste e macabra contabilità dei morti in mare è destinata a salire ancora. Sono almeno 70 i migranti annegati nel naufragio della loro imbarcazione in acque internazionali, a 40 miglia dalla città di Sfax in Tunisia. Sedici finora i sopravvissuti, salvati da pescherecci nella zona. Lo riferisce l’agenzia di stampa tunisina Tap. I migranti di origine subsahariana sarebbero partiti dalla Libia ed il numero delle vittime potrebbe aumentare. Al momento sono in corso le operazioni di salvataggio e recupero ad opera della Marina militare tunisina.

Intanto a Lampedusa è sbarcata la Mare Jonio, la nave di Mediterranea Saving Human che ha salvato 30 migranti su un gommone in avaria al largo della Libia. La nave è stata subito sequestrata e l’equipaggio indagato. Lo rende noto la ong mentre fonti del Viminale hanno già annunciato il sequestro da parte della Guardia di finanza che è salita a bordo. I trenta migranti sono sbarcati.Tra loro due donne incinte, una piccola di un anno e altri 4 minori non accompagnati. La nave è stata scortata dalla Guardia di Finanza fino in porto. Alessandro Metz, armatore della nave, nega ci siano irregolarità. “Non ci hanno detto nulla su presunte irregolarità – spiega all’AGI – Apprendo dalla stampa – ha aggiunto Metz – del sequestro della nave, ma a noi non è stato notificato alcunché, e a bordo non vi è alcuna irregolarità”.

In realtà, ha aggiunto, si è in presenza di “gesti politici, da parte di Salvini, dopo le sconfitte subite in questi giorni, dalla perdita di un sottosegretario al fatto che sia la marina militare sia noi salviamo delle persone”.

La gdf ha specificato che il motivo dell’attracco a Lampedusa è il sequestro, deciso dopo aver riscontrato irregolarità a bordo. L’accusa per la quale le fiamme gialle, con le capitanerie di porto, stanno procedendo al sequestro è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come hanno riferito fonti del Viminale. È poi arrivata la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’equipaggio da parte della Procura di Agrigento, atto dovuto dopo la segnalazione della Finanza. I pm dovranno valutare, alla luce della ricostruzione delle modalità del salvataggio e della situazione politica e di sicurezza in Libia, se ci siano stati profili di reato.

Sulla vicenda è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte: “Ci siamo sentiti con Salvini – ha detto Conte – e siamo d’accordo sul sequestro. La nave era già stata diffidata, ora si faranno le verifiche. C’è di mezzo l’autorità giudiziaria e non entro nel merito. I migranti a bordo verranno fatti scendere e messi in sicurezza, ci mancherebbe, mica li mettiamo nelle patrie galere o li affoghiamo in mare”.

“Mi risulta che la Mare Jonio non arrivi a Lampedusa da nave libera” ha aggiunto il ministro dell’Interno Salvini. “Non voglio portare via il lavoro ai magistrati. Io faccio il ministro dell’Interno e garantisco la sicurezza ai cittadini. Mi risulta che a bordo ci siano stati gli uomini della Finanza e che abbiano fatto i rilievi del caso. Tutto questo è stato sottoposto all’autorità giudiziaria. Aspetto la soluzione positiva di questa vicenda”.

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