martedì, 12 Novembre, 2019

Salvini e di Maio litigano anche sulla cannabis

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Archiviato, bene o male, il caso Siri, nel governo si è aperto un nuovo terreno di scontro tra Lega e M5S: la cannabis. Il vicepremier Matteo Salvini ha ingaggiato una vera e propria guerra contro i negozi che vendono prodotti a base di marijuana con tanto di direttiva che prevede controlli più severi e approfonditi in merito alla commercializzazione della canapa.
Il ministro dell’Interno, annunciando la chiusura di tre negozi di cannabis nelle Marche, ha detto: “Meglio farsi la mattina un uovo sbattuto che una canna”.
Poi, ha fatto sapere che a Torino è stato annullato il Festival della Canapa, previsto dal 17 al 19 maggio. La guerra è in atto, mentre la tensione all’interno del governo sale.
Ieri, a conclusione della giornata, Luigi Di Maio, ha detto: “Mi auguro che questo tema non sia il solito ‘tema di distrazione di massa’ che Matteo Salvini vuole usare per coprire il caso Siri. Perché far cadere il governo sulla lotta alla droga mi sembra un pretesto. C’è un senatore che ha presentato una proposta sulla cannabis, ma non ci sono i numeri in Parlamento per approvarla, non sono nel contratto di governo questi temi. Andiamo avanti sulle cose che servono”.

Il leader del Carroccio aveva detto: “Mi aspetto che il senatore dei 5Stelle Mantero ritiri la proposta sulla droga libera. Non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore. Sulla lotta alla droga, sì, il governo può cadere”.
Di Maio aveva già scandito: “Siamo tutti contro la droga ma basta minacciare il governo. Ogni persona è contro la droga, lo sono anche le vittime stesse. La droga non è qualcosa che si muove da sola, la muovono gli spacciatori, mossi a loro volta dalle mafie e dalle organizzazioni criminali che vanno combattute”.
Nel frattempo, il premier Giuseppe Conte ha provato a gettare acqua sul fuoco dicendo: “La cannabis light non è all’ordine del giorno”.
Nel frattempo, la ministra della Salute, Giulia Grillo, ha ribadito: “Nei canapa shop non si vende droga e non bisogna dare informazioni sbagliate. Non c’è alcuna liberalizzazione. Sono negozi che vendono prodotti di canapa con concentrazione di Thc che non hanno effetti stupefacenti, come emerso anche dai controlli effettuati dai Nas. Tuttavia se, sulla base di indicazioni che darà il nuovo Consiglio superiore di sanità e l’Avvocatura dello Stato, si deciderà di attuare delle azioni. Come ministro della Salute posso dire che queste azioni andranno nella direzione di restrizioni di vendita alle categorie vulnerabili, cioè minori e donne incinte, secondo il principio di precauzione. Se poi il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per caso è in possesso di informazioni che io non ho, come è pure possibile, allora bisognerà fare altri tipi di considerazioni”.

Matteo Mantero, il senatore penta stellato, primo firmatario della proposta di legge per la liberalizzazione della canapa, in risposta al ministro dell’Interno, Matteo Salvini che gli ha chiesto di ritirare la sua proposta, ha detto: “E’ più facile prendersela con i commercianti che vendono fiori secchi di canapa senza alcun effetto stupefacente che combattere la criminalità. Salvini vuole nascondere i suoi fallimenti come ministro spostando l’attenzione sui canapa shop. Ma mentre le forze dell’ordine perderanno tempo nei controlli di questi negozi la criminalità sarà libera di agire indisturbata. Dove ci sono i canapa shop è diminuito il mercato illegale, facendoli chiudere Salvini fa un grosso favore agli spacciatori e mette a rischio la salute dei consumatori perché i prodotti sul mercato illegale sono sicuramente più pericolosi. Combattere la ‘droga’ facendo chiudere i negozi di canapa light è come combattere l’alcolismo vietando la birra analcolica”.
Anche in questa circostanza il governo giallo-verde ha manifestato due caratteristiche che lo contraddistinguono, senza precedenti nella storia della Repubblica italiana: la dicotomia politica ed il gallismo dei due leader della coalizione governativa.

Salvatore Rondello

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