domenica, 27 Settembre, 2020

SENATO, SÌ AL PROCESSO

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Il Senato ha di fatto accolto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini sul caso della nave della Guardia Costiera Gregoretti, bocciando l’ordine del giorno presentato da FI e FdI: si chiedeva di dire “no” al processo, ribaltando il voto della Giunta delle immunità del 20 gennaio. L’Aula può votare fino alle 19. All’ex ministro dell’Interno si contesta l’ipotesi di sequestro di 131 migranti sulla nave per quanto avvenuto la scorsa estate. Nuovi i banchi del governo. “Sono assolutamente orgoglioso di quello che ho fatto. E appena torno al governo lo rifarò” è il commento di Salvini che sull’immigrazione ha sempre fatto campagna elettorale ma non ha mai risolto nulla. “A processo per aver difeso l’Italia… ma ho totale fiducia nella magistratura”.
Il voto di oggi  è l’ultimo passaggio della vicenda iniziata il 27 luglio 2019 davanti alle coste della Sicilia: 4 giorni più tardi 130 migranti, che erano stati soccorsi dalla nave della Guardia costiera Gregoretti, vennero fatti sbarcare nel porto di Augusta. La magistratura dovrà poi decidere se rinviare a giudizio l’allora ministro degli interni.

L’esito ufficiale dello scrutinio sarà reso noto solo in serata dopo le 19. M5S, Pd, Italia viva e Leu hanno annunciato la loro contrarietà all’ordine del giorno, mentre la Lega non ha partecipato al voto, FdI e Forza Italia hanno invece votato a favore. Il voto del Senato sul caso Gregoretti non è definitivo perché come ha spiegato la presidente Elisabetta Casellati in Aula, le urne resteranno aperte fino alle 19, per consentire a tutti i senatori di esprimersi. Subito dopo verrà annunciato il voto finale e complessivo.

Netto il giudizio dell’ex premier Matteo Renzi: “Io penso che Salvini abbia fatto un clamoroso errore politico, ma non penso abbia commesso un reato. Saranno i magistrati a decidere se questi reati ci sono. Salvini ha detto: ‘processatemi’, noi lo accontentiamo”.

Per il Psi è intervenuto il presidente del Partito Riccardo Nencini che ha parlato di “utilizzo politico della questione migranti”. “Senza l’identificazione dei migranti presenti sulla Gregoretti, come si poteva giungere a qualsiasi giudizio su chi fossero le persone a bordo e se fossero regolari o meno?” Questa la domanda da dove parte Nencini. “Quello che si discute in aula, come recita la domanda dell’autorizzazione a procedere, non è la ricollocazione dei migranti, anche se la memoria di Salvini è incentrata totalmente su questo, ma il rifiuto dell’ex Ministro dell’Interno di indicare un porto sicuro, perché spettava all’Italia farlo e l’ex ministro aveva solo il potere di indicare il porto, non altro ”. Così Riccardo Nencini in un passaggio dell’intervento in Aula al Senato del senatore del gruppo Iv-Psi.

“Quando viene invocata la collegialità di tutto il governo sulla decisione, ricordo che la legge non prevede che la collegialità renda insindacabili i comportamenti ministeriali e l’atto politico – ha sottolineato Nencini – non può essere invocato per giustificare la lesione dei diritti di libertà. Certo, vi fosse stata maggiore attività di coordinamento da parte del presidente del consiglio, male non  avrebbe fatto. Siamo di fronte ad un utilizzo politico della questione migranti. Io auguro al senatore Salvini che la sua difesa abbia successo. Non è nella mia cultura – ha concluso – battere gli avversari politici attraverso diverticoli giudiziari e bisogna attrezzarsi per batterli politicamente”.

Leggi l’intervento integrale di Riccardo Nencini 

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