lunedì, 27 Maggio, 2019

Salvini in Polonia in cerca di alleanze per le Europee

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È una Varsavia coperta di bianco quella che attende domani l’arrivo del Ministro degli Interni italiano Matteo Salvini. Il suo non è un viaggio di piacere nella capitale della Polonia, ma politico per incontrare il leader del partito populista e conservatore Diritto e Giustizia, Jarosław Kaczyński.

L’obiettivo del segretario del carroccio è quello di creare un fronte per le europee di maggio e di riuscire a spostare, come più volte annunciato, gli equilibri del nuovo parlamento europeo in chiave conservatrice.

Salvini vuole convincere PiS, i cui eurodeputati sono membri dell’Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei (AECR), a unirsi al Movimento per un’Europa delle Nazioni e delle Libertà (MENL), di cui già fanno parte la Lega e il Rassemblement National di Marine Le Pen. Il contingente polacco nell’AECR è il secondo più numeroso dopo quello dei Conservatori britannici, sui quali però pende la spada di Damocle della Brexit. L’obiettivo è quello di presentare un programma comune per le europee di maggio, eleggere oltre 200 parlamentari e imporsi come l’interlocutore principale del PPE nella definizione dei nuovi equilibri a Bruxelles quando verrà nominata la nuova Commissione Europea. E questo approfittando delle sponde offerte dal premier ungherese Orban e quello austriaco Kurz dall’interno del PPE.

La destra italiana, Meloni e Salvini in primis, non hanno mai fatto mistero di guardare con affetto ai paesi membri del gruppo di Visegrad: Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, in nome di una visione “nuova” dell’Europa. Posizione che nasconde una vera ipocrisia essendo esattamente questi i paesi che, con l’aggiunta dell’Austria, avevano fortemente richiesto alla commissione Europe dure sanzioni contro la manovra del governo. E sono sempre i paesi di Visegrad a fare blocco sulla ridistribuzione dei migranti, il grande “spauracchio” elettorale sempre sventolato dal leader leghista.

Utile ricordare che, come ossimoro politico, Varsavia è anche sede di Frontex, quell’agenzia governativa dell’Unione che dovrebbe coordinare l’emergenza migratoria.

Kaczynski non è però Orban. Molto abile a giocare a poker in casa, denota limiti sullo scacchiere estero. Orban, pur detestato a Bruxelles, vive sotto il cappello protettore del PPE, Kaczynski risulta isolato come dimostra la rielezione plebiscitaria del suo eterno rivale Donald Tusk alla commissione europea. Ma il leader del partito di governo polacco sembra non avere molte alternative dopo la Brexit in quanto il gruppo di riferimento europero, lo AECR, sembra essere oggi una scatola vuota e senza futuro.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    Nel pomeriggio Matteo Salvini incontrerà a Varsavia Jaroslaw Kaczynski, il presidente del partito sovranista Pis che governa la Polonia. Sul tavolo un accordo in vista delle prossime elezioni europee. “Se tutto andrà come Salvini spera – scrive il Corriere – anche gli eletti del partito di estrema destra Diritto e giustizia confluiranno dopo le elezioni europee nel grande gruppo eurocritico che il ‘Capitano’ del Carroccio va progettando da mesi”. A proposito di estrema destra: è di ieri la notizia dell’agguato al parlamentare dell’Afd Frank Magnitz. Secondo la polizia tedesca potrebbe trattarsi di un gesto “politicamente motivato”. Aggressioni in Germania, Francia, Inghilterra: rabbia di piazza, agguati ai politici. Per Repubblica è “l’Europa della violenza estrema”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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