sabato, 4 Luglio, 2020

Salvini Meloni e il Mes

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Venerdì 10 aprile 2020. Roma, Palazzo Chigi. La Presidenza del Consiglio dei ministri deve diffondere le disposizioni di un altro DPCM alla popolazione. Ormai, sembra un appuntamento fisso della settimana. Dopo lunghe ore di trattative, discussioni e rinvii
annunciati alla stampa, il premier Conte appare in tv. Il suo volto è più serio del solito:
la tensione da scaricare, in effetti, sarà tanta.
Dopo l’annuncio della proroga delle restrizioni fino al 3 maggio e le solite comunicazioni di rito, arriva l’affondo politico sulle dure polemiche delle ultime ore:
“Il Mes esiste dal 2012, non è stato istituito ieri, non è stato attivato o approvato la scorsa notte, come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato. E questa volta faccio i nomi e i cognomi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo governo non lavora col favore delle tenebre, ma guarda in faccia agli italiani, guarda negli occhi gli italiani.
Non ha firmato alcuna attivazione del Mes, perché non ne ha bisogno e lo ritiene
inadeguato”.

Immediate arrivano le reazioni dei diretti interessati. Per Salvini si tratta di un “comizio contro le opposizioni, roba da Unione Sovietica”. Si tratta della stessa Unione Sovietica che, molto probabilmente, nel 1997 sognava anche l’allora 24enne Salvini,
membro del gruppo dei Comunisti Padani nell’autoproclamato parlamento della Padania? Io credo proprio di sì.
Giorgia Meloni, invece, con la sua dichiarazione, commette un errore tecnico. “Facile per il Presidente del Consiglio – dice la leader di Fratelli d’Italia – fare il bullo con la televisione di Stato, però mi chiedo se sia normale in una democrazia come la nostra”.
La conferenza stampa è stata diffusa dal canale dedicato alla comunicazione di Palazzo Chigi, la Rai ha soltanto trasmesso le immagini. Così come hanno fatto YouTube e Facebook, per esempio. Quindi, secondo questo ragionamento, anche le anzidette piattaforme social sostengono il Governo e lottano le opposizioni? Poveri noi!
Anche per questo motivo, credo che siano assolutamente fuori luogo le dichiarazioni di Enrico Mentana. Quest’ultimo, in diretta su LA7, ha sottolineato che se avesse saputo prima delle parole di Conte contro Salvini e Meloni non avrebbe mandato in onda l’intero discorso del premier. Non credo che questo commento sia utile per la difesa del giornalismo. Gli elettori e gli italiani hanno il diritto di ascoltare le proprie Istituzioni. Toccherà alla loro intelligenza, poi, giudicarli.

Infine, credo che sia doveroso fare luce sul percorso di approvazione del Mes e sul ruolo dell’allora ministro per la Gioventù in quota PdL Giorgia Meloni. Era il 3 agosto del 2011 e il Consiglio dei ministri, guidato in quel periodo da Silvio Berlusconi, approvava, formalmente, su proposta del ministro degli Esteri del tempo Franco Frattini, la “decisione del Consiglio europeo 2011/199/UE, che modifica l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea relativamente ad un meccanismo di stabilità (ESM – European Stability Mechanism) nei Paesi la cui moneta è l’euro”, come si legge sul comunicato stampa del CdM n. 149 del 03/08/2011. Il Mes fu poi approvato dalla votazione numero 13 della seduta parlamentare numero 669 del 19 luglio 2012. Da chi? Dai parlamentari del PdL e del Pd. La Meloni, allora iscritta al gruppo parlamentare del PdL, dagli atti risulta assente. Quindi, alla luce di quanto detto, all’epoca, l’adesso arringante leader sovranista non si mosse più di tanto in direzione contraria. Il suo fu un tacito assenso.

E poi, cari italiani, non affidatevi alla pancia dei vostri condottieri. Usate la ragione, elemento che differenzia l’uomo dal resto del mondo animale, e informatevi attraverso i canali ufficiali. “Non firmerò finché non avremo un ventaglio di strumenti adeguato a quello che stiamo vivendo. Questa sfida non riguarda solo l’Italia, ma tutti gli Stati membri. Con la forza della ragione riusciremo a convincere tutti gli Stati che
questo è l’unico percorso possibile per far ripartire l’Europa”, ha detto il premier Conte. L’Italia non ha attivato il Mes e, probabilmente, non lo farà, essendo lo stesso un sistema con richiesta di attivazione volontaria. Chi attacca le Istituzioni nel  momento storico più difficile per la Repubblica è un vero traditore della Patria. Tutto il resto è solo paccottiglia populista.

 

Amedeo Barbagallo

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