domenica, 22 Settembre, 2019

LITIGIO QUOTIDIANO

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Il livello di litigiosità del Governo è pari solo a quello della sua incompetenza. Il dopo elezioni europee non ha fatto che, tolta una piccola tregua tra i sue azionisti, ampliare e dissensi e le divergenze nella maggioranza praticamente su ogni tema. Il Parlamento è praticamente inesistente nella sua funzione legislative e di controllo, mentre il governo è diventato il concentrato di una rissa continua. Tra dispettucci e ripicche da prima elementare, i due vicepremier vivono come separati in casa. Le norme sulle autonomie sono state (per fortuna) rimandate ancora, dopo il nulla di fatto nel Consiglio dei ministri di ieri. Anche le questioni economiche viaggiano su binari paralleli, per non dire divergenti, e le posizioni di Salvini Di Maio e Tria sono sempre più inconciliabili.

Oggi il litigio quotidiano è arrivato sul caso Spadafora. Vincenzo Spadafora, sottosegretario alle Pari opportunità, ritenuto molto vicino a Luigi Di Maio, in una durissima intervista a ‘Repubblica’, apre una nuova crepa nel governo. L’esponente pentastellato infatti ha puntato il dito contro Matteo Salvini accusandolo di sessismo. Una “pericolosa deriva sessista” affligge l’Italia, con l’aggravante che gli “insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti”.

“Gli attacchi verbali del vice premier – ha continuato – alla capitana Carola”, definita “criminale, pirata, sbruffoncella”, hanno “aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola”. Parole che hanno suscitato l’ira dei leghisti che hanno chiesto subito le dimissioni del sottosegretario a 5 Stelle.

La stesse richiesta è arrivata più tardi anche dello stesso Salvini. “Cosa sta a fare Spadafora al governo con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro. Uno scontro al limite del paradossale. Mai si è visto un governo in cui gli attacchi, non solo politici, ma anche personali, siano così violenti, spregiudicati e frequenti. Il primo risultato è che saltata immediatamente la cabina di regia per l’attuazione del piano sulla violenza contro le donne e la successiva conferenza stampa che era prevista con il ministro per la Funzione Pubblica Giulia Bongiorno.

Insomma uno spettacolo indecoroso andato in scena dopo l’ennesimo screzio di ieri con il Ministro Tria che è tornato a proporre, a suo dire, l’unica ricetta possibile per far quadrare i conti: aumentare l’Iva. Reddito di cittadinanza, flax tax, quota cento, non sono compatibili a saldi invariati. Quindi come abbassare le tasse? Aumentando l’Iva. Giovanni Tria rispolvera la sua “ricetta” per la riforma fiscale e ogniqualvolta può ribadisce la sua soluzione per far quadrare i conti: quella di aumentare l’Iva. “Sono sempre stato convinto di questa idea: credo che l’imposizione fiscale vada riequilibrata riducendo la fiscalità diretta a favore delle imposte indirette, perché in questo modo si facilita la crescita”.

“Dopo più di un anno – è il commento su twitter della ex presidente della Camera Boldrini – finalmente” il Movimento 5 Stelle “si accorge che la Lega e Salvini insultano le donne. La domanda a questo punto è: uscirà dal governo o la poltrona è più importante dei suoi valori? Io un’idea ce l’avrei, voi?”

Insomma piccoli sassolini che ogni giorno si aggiungono e potrebbero diventare una frana. E Salvini aspetta il momento giusto per farla partire, tenendo a mente che il 20 luglio, ultimo giorno utile per far cadere il governo e votare in settembre, è alle porte.

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