venerdì, 20 Settembre, 2019

Salviniani incazzati

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Salviniani, meloniani, neo fascistelli da strapazzo con braccio alzato hanno manifestato davanti a Montecitorio contro un governo parlamentare, contestabile finche si vuole, ma pienamente legittimo. Non si capisce il motivo per cui l’alleanza tra Lega e Cinque stelle fosse stata fatta nell’interesse del paese e invece quella tra gli stessi Cinque stelle e Pd solo per le poltrone. Sappiamo bene che Lega e grillini se n’erano dette di tutti i colori in campagna elettorale, non meno di quanto Pd e Cinque stelle si siano vomitati in questo anno e mezzo.

Dico di più. Se l’opposizione farà leva sull’estremismo di piazza, sugli slogan cafoni e stupidi, anche chi é critico con questo esecutivo sarà costretto a difenderlo. Personalmente non ho mai considerato un colpo di mano un’alleanza politica come questa. Le mie critiche non riguardano nemmeno l’opportunità di fermare Salvini che dell’Italia era divenuto padrone assoluto. Penso che sia stata una discutibile scelta del Pd, dovuta peraltro alla mossa di Renzi che delle elezioni aveva paura, ma per le decisioni di Zingaretti e non di Salvini. Purtuttavia penso anche che esistessero solidi motivi per tentare questa difficile e improvvida impresa.

La foto di oggi con Conte che parla al fianco di Di Maio mi risulta un tantino complicata da digerire per l’immagine in un nuovo governo che Zingaretti aveva auspicato in discontinuità col precedente. Ma sorvolo su tutto questo e, lo ripeto, un’opposizione extra legale a questo legale governo imporrà prese di posizione chiare anche da parte di chi da questo governo dissente. Resta per me un interrogativo al quale saremo chiamati a rispondere. E riguarda il ruolo della nostra piccola comunità socialista. Prendo atto delle decisioni che il segretario, sulla spinta della delega ricevuta dalla Direzione, ha assunto.

Spero che tale decisione, anche questa pienamente legittima, non impedisca al nostro Psi di mantenere buone e produttive relazioni con Più Europa con la quale il nostro Maraio ha contratto un’alleanza alle recenti Europee, nello specifico con Emma Bonino e Benedetto Della Vedova. Mi auguro che possa ricucire un rapporto positivo col Partito radicale dopo la promessa svanita del rilancio della Rosa nel pugno e che possa sviluppare un dialogo, a mio avviso necessario, con Carlo Calenda e il suo tentativo di lanciare un nuovo partito. Sul futuro dell’Italia non possiamo giocare un ruolo importante. Sul nostro invece sì. Sol che lo vogliamo. Con spirito di solidarietà reciproca e di unità. Senza scomuniche e senza pretese di aver sempre ragione. Discutiamone laicamente e fraternamente, insieme.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    La conclusione di questo Editoriale mi porta a dire che se guardiamo le cose “laicamente”, o senza troppe pregiudiziali, i resoconti della giornata di ieri non parlano di salviniani e meloniani dai comportamenti scomposti e sopra le righe, o col braccio alzato, ma di una protesta che pare essersi svolta similmente a tante altre, ossia quelle di chi scende pacificamente in piazza per dissentire e protestare verso l’una o altra cosa (e credo altresì che l’essere pacificamente “incazzati” non sia una grande e riprovevole colpa).

    Non c’è poi bisogno di essere granché salviniani per riconoscere, sempre “laicamente”, che Salvini ha saputo interpretare uno stato d’animo popolare, dal momento che tante persone lo hanno votato, e si è fatto paladino – o quantomeno ha dato l’idea di esserlo – di valori identitari che la sinistra ha da tempo minimizzato, se non accantonato, e anche di sentimenti religiosi che forse altri avrebbero dovuto tenere maggiormente in considerazione, nonché difendere in maniera meno tiepida ed arrendevole.

    In questi giorni ho ascoltato diversi, nella fila della sinistra, ad esprimere soddisfazione ed entusiasmo per aver “vinto la lotta” contro il leader leghista, il che è da parte loro perfettamente legittimo, ma oltre a non perdere mai l’usanza di concepire un nemico da “scomunicare” e contro cui coalizzarsi, a me sembra che non andrebbero ignorate le opinioni di quanti gli hanno dato credito col proprio voto, perché quelle opinioni restano e sono oggi piuttosto diffuse, e troveranno comunque il modo di farsi rappresentare.

    Paolo B. 10.09.2019

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