domenica, 25 Ottobre, 2020

UN PATTO PER L’EUROPA

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“Dobbiamo osare, non possiamo indugiare. Qui è in gioco il mercato unico, senza una risposta forte e coordinata Ue lo distruggeremmo. Ecco perché l’Europa deve agire unita e dobbiamo finalizzare il pacchetto di risposte già entro la fine di questo mese”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Madrid con Pedro Sanchez. “La risposta – ha ribadito Conte – deve essere europea, forte e di comune interesse”. D’accordo il premier spagnolo che ha aggiunto: “Questa emergenza sanitaria si traduce in emergenza economica e sociale. La risposta deve essere nazionale, ma anche europea. Sugli strumenti come il Recovery Fund serve una risposta comune che venga dall’Europa. Non può esserci un altro momento per l’accordo oltre luglio”.

Sul Mes il presidente del governo spagnolo ha detto: “Auspico che non dovremo usarlo, vorrà dire che la pandemia è calata, che l’abbiamo controllata: tutto dipende dall’andamento della pandemia, che al momento è piuttosto controllata”. Sul fondo salva-Stati, Conte ha spiegato: “Quando sarà valutato il negoziato europeo valuteremo ciò che conviene e non conviene all’Italia. A quel punto porteremo una proposta in Parlamento e nella proposta esamineremo i pro e i contro dei singoli strumenti. Questo credo sia l’approccio più utile”.

“La tragica esperienza del coronavirus – ha detto ancora il premier italiano rivolgendosi a Sanchez – ha unito ancora di più i nostri Paesi, ha rafforzato la nostra convinzione che bisogna lavorare in sintonia”. “Saremo uniti da quelle immagini del dolore – ha aggiunto -, delle bare e dei familiari delle vittime. La sofferenza non deve impedirci di affrontare con coraggio la sfida che abbiamo davanti. Ecco perché non possiamo permetterci di indugiare, di essere troppo prudenti, di osare. Serve una risposta europea forte”.

“Questa – ha aggiunto Conte – è la seconda tappa di questo tour nelle capitali europee prima del Consiglio Ue. La tragica esperienza del coronavirus ha unito ancora di più i nostri Paesi, ha rafforzato la nostra convinzione che bisogna lavorare in sintonia”. “Non possiamo indietreggiare rispetto alla proposta della commissione Ue. La sua proposta non è quella che forse in astratto avremmo preferito ma siamo consapevoli che occorre una buona dose di realismo. E’ una risposta utile per una reazione adeguata”. Ha aggiunto. E su Mes “La mia posizione non cambia. Credo sia ideologico dire ora ‘prendiamo o non prendiamo il Mes’. “Se qualcuno esprime dei distinguo questo è legittimo ma ciò non significa che vada raggiunto un compromesso tra 27, significa elaborare una risposta che non serve a nessuno. L’ue deve esprimere una decisione politica elevata. E sono convinto che questo assunto dovrà essere condiviso da tutti”.

Da Bruxelles, la cancelleria Angela Merkel, nel suo intervento al Parlamento europeo all’inizio della presidenza tedesca dell’Ue, ha sottolineato che “nessuno uscirà solo” da questa crisi e “l’Europa sarà più forte di prima se riuscirà a rafforzare la sua visione comune” e la coesione dell’Unione. “La nostra economia europea è stata fortemente scossa, milioni di posti di lavoro si sono persi, i cittadini hanno vissuto la paura della propria sopravvivenza economica e ora hanno bisogno del nostro sostegno”. Serve “capire la prospettiva dell’altro”, ha detto Merkel. Prima dell’intervento della Cancelliera Merkel il Presidente del Parlamento Europeo Sassoli ha sottolineato il “particolare rilievo” della Merkel di svolgere nel Parlamento europeo il “primo atto formale da Presidente di turno della Unione Europea”. “Siamo alla vigilia di appuntamenti importanti che non possiamo fallire. Guardano a noi milioni e milioni di cittadini europei che hanno sofferto e continuano a soffrire per le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia. Nulla può tornare come prima. Ma soprattutto nessuno deve essere lasciato solo in questa tragedia. È l’occasione per le nostre Istituzioni di tornare ad essere quello per cui sono nate: un bene comune degli europei”.

“Per questo – ha aggiunto – stanno per essere messi in campo strumenti poderosi: il bilancio pluriennale e il Next Generation Fund per aiutare la ricostruzione su nuove basi economiche e sociali. Per il Parlamento la proposta della Commissione europea non è un punto d’arrivo, ma la base minima dalla quale partire. Non si può e non si deve tornare indietro. Noi combatteremo per il successo di questa proposta con tutti i mezzi a nostra disposizione. La Germania – ha concluso Sassoli – ha capito bene l’importanza della solidarietà europea. Per questo siamo sicuri che sotto la sua leadership il Consiglio saprà rispondere alle sfide davanti a noi”

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