martedì, 19 Gennaio, 2021

Sanders appoggia Biden. Trump in difficoltà

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Joe Biden, il candidato democratico nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti d’America, potrà contare sul pieno appoggio del principale sfidante alle primarie, il senatore del Vermont Bernie Sanders.
La ritrovata unità nelle fila del partito democratico rappresenta una seria complicazione per la riconferma elettorale di Donald Trump, 73 anni, al suo primo mandato.
Nella giornata di ieri, Sanders ha ufficializzato il proprio endorsement nei confronti di Joe Biden, 77 anni, già vicepresidente nelle due amministrazioni guidate da Barack Obama, il primo afroamericano a raggiungere la guida degli Usa.
Bernie Sanders, in un video trasmesso sui social network, ha dichiarato: “Dobbiamo unirci per sconfiggere il presidente più pericoloso della storia moderna. Farò tutto quello che posso perché questo accada. E’necessario che tutti i sinceri democratici sostengano Biden, per fare in modo che Donald Trump diventi un presidente con un solo mandato”.
Il senatore socialista del Vermont poche settimane fa aveva sospeso la campagna elettorale delle primarie e ci si attendeva, da più parti, un endorsement di peso.
Dopo l’intervento di Sanders, Joe Biden ha aperto alla possibilità di nominarlo componente dell’ipotetica nuova amministrazione americana: “Ho davvero bisogno di te- dichiara Biden- non solo per vincere la campagna presidenziale, ma anche per governare”.
Rivolgendosi ai supporter di Bernie ha aggiunto: “Ti vedo, ti ascolto e capisco l’urgenza di cosa dobbiamo fare in questo paese. Spero che ti unirai a noi. Sei più che benvenuto in questa campagna elettorale. Sei necessario”.
In questo modo si prova ad evitare l’errore commesso nel 2016, quando i conflitti insanabili tra Hillary Clinton e Sanders, portarono buona parte dell’elettorato di Bernie a votare contro la Clinton e a favore di Trump, percepito come l’uomo di rottura rispetto all’establishment clintoniano.
La ritrovata unità nel campo democratico, ha messo in allarme Donald Trump, alle prese con la confusa e caotica gestione dell’emergenza sanitaria, che ha portato gli Usa in cima alla triste classifica del primato dei morti da coronavirus.
Tutti gli istituti di sondaggi, per le elezioni del novembre prossimo, danno in vantaggio Biden, con un buon margine percentuale, ai danni di Donald Trump.
Nelle prossime settimane si capirà se Joe Biden sarà in grado di unire davvero il partito democratico, assumendo i temi della sinistra interna, come il Medicare for All, l’assistenza sanitaria per tutti.
Infatti, tanto più oggi nel pieno dell’epidemia, troppi cittadini americani non possono permettersi le cure sanitarie e vengono lasciate morire.
Gli studi più recenti, sull’incidenza del covid19 sulla popolazione americana, indicano come i cittadini afroamericani e gli ispanici siano tra i più poveri e presentino tassi di mortalità, dovuti al virus, nettamente superiori rispetto alla popolazione bianca che può permettersi una buona assicurazione sanitaria.
Dal canto suo, Donald Trump, fiero sostenitore della privatizzazione della sanità e della totale deregolamentazione del mercato del lavoro, si è rivolto ai sostenitori di Sanders invitandoli a ripetere la scelta del 2016, nel tentativo di depotenziare la candidatura di Biden.
Tuttavia, si tratterebbe di una scelta di tipo fideistico, perchè il programma del presidente uscente si pone in netto contrasto con le rivendicazioni portate avanti dalla piattaforma programmatica, socialista e democratica, presentata da Bernie Sanders e dai suoi sostenitori. A partire dai temi della sanità accessibile a tutti e della lotta ai cambiamenti climatici.

                                                                                                                                                     Paolo D’Aleo

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