mercoledì, 19 Giugno, 2019

Sanità. Maraio, i tagli penalizzano le fasce deboli

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Nel Paese che ha fatto del SSN gratuito un fiore all’occhiello, arriva una doccia fredda dalle ultime stime. Ci saranno dei tagli che stavolta toccheranno un bene comune imprescindibile, la Salute e che rischia di mettere in ginocchio le Regioni che amministrano a livello locale ospedali e servizi sanitari. Infatti pare che nel nuovo Patto per la Salute i due miliardi di aumento del Fondo sanitario nazionale (Fsn) nel 2020 e il miliardo e mezzo in più per il 2021, promessi dalla legge di Bilancio sulla base di un preciso accordo tra Regioni e Governo, non ci saranno.
A meno di una settimana dalle dichiarazioni pentastellate su un presunto incremento del fondo sanitario, “+4,5 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale nel triennio 2019-2021”, scriveva sui social la ministra Giulia Grillo, la realtà alla Conferenza delle Regioni però sarà diversa.
“Arrivano i primi tagli del Governo: dopo aver bloccato 16 miliardi di investimenti per le infrastrutture, il Governo è pronto a tagliare i fondi al Servizio Sanitario Nazionale” È quanto dichiara in una nota alla stampa il Segretario del Psi, Enzo Maraio, che aggiunge. “Sono fondi destinati alle fasce più deboli della società. La salute è un diritto che va tutelato e implementato. La sanità – prosegue – non ha bisogno di un ragioniere che sappia far quadrare i conti ma di un programma che garantisca a tutti, da nord a sud, lo stesso standard di qualità. Dopo la l’obbligata scelta di richiamare in servizio medici pensionati e quella di mandare personale del servizio sanitario militare negli ospedali con carenza di personale, è quanto mai necessario avviare una riforma di tutto il servizio sanitario prevedendo un piano straordinario di assunzioni”.

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